Come svuotare 5 generazioni di “roba” in casa inagibile

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Sono in Abruzzo per la (terza? quarta? ho perso il conto) volta perché svuotare una casa di famiglia in cui tutti hanno accumulato per diverse generazioni ha bisogno dei suoi tempi. Soprattutto psicologici. Vi lascio due foto durante questa connessione al volo, poi potete anche dare un’occhiata al mio blog Abruzzo nel cuore, in inglese. IMG_4351

Ieri ho buttato alcune scatole di chiavi del vecchio hotel dei miei genitori, ormai demolito da anni (‘Meno male che le butti tu queste cose, io non ce la faccio” dice mia madre).IMG_4317IMG_4316 IMG_4320 IMG_4322 IMG_4329 IMG_4333 IMG_4340

Dont’kill the cake

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Siamo nel natio borgo selvaggio a svuotare la casa terremotata (non si finisce mai) e la cosa difficile è decidere cosa buttare, cosa tenere (e dove tenerlo, ma questo è un dettaglio secondario). Ci siamo così portati una crostata che Orso voleva tenere per i giorni di festa, ma gli ho suggerito di farci colazione.

Si apre così la caccia a un coltello non ancora impacchettato e lo si trova, e il momento va affrontato con la giusta dose di pathos (ricordo che Orso è quello che mi sorprese quando, nel felicitare il fratello per qualche piccola vittoria, non ricordo se pagella o videogioco, esclamò: “questo il momento per un canto epico” e in coro attaccarono un

Hal-le-lu-jah,

ha-ha-ha Hal-le-lu-jah

(molto epico, in effetti). Da allora il canto epico fa parte del nostro repertorio di rumori di circostanza.

Per cui anche l’affettata della crostata va affrontata adeguatamente impugnando il coltellaccio (manico di plastica, lama seghettata, uso bistecchina) ed esclamando con tono ieratico:

Cake, I’m gonna kill you“, che i filmini degli youtube che amano sicuramente arrecherà danni irreparabilialla loro psiche, ma sicuramente gli ha insegnato bene l’ inglese, almeno certe espressioni.

“Ma no, dai, non farla così tragica, digli semmai: cake, I’m gonna enjoy you“.

“Ma si, that’s much more feeling“.

E con tanto feeling ce la siamo mangiata.

(No, veramente, ma io sono contenta che imparino l’ inglese con quel fantastico accento di Miss Cupquake o di NigaHiga, scherziamo? Faccio l’ interprete, lo so che su questo tema ho le priorità sbagliate).