ponte in vondelpark

Amsterdam, Vondelpark, agosto 2015

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Di mattina al Vondepark, prima delle 8.30  le ciclabili sembrano autostrade affollate di ragazzi che vanno a scuola, adulti verso il lavoro, podisti sulmarciapiede e l’occasionale signora anziana col cagnolino.

Dal lato delle villone e studi notarili aspetto che un biondone soigné coevo mio scenda dal macchinone per chiedergli dove sia l’ingresso del parco.

Più tardi i podisti, tra cui un paio di classi delle superiori, a occhio provenienti dall’altro lato del parco, non quello dei biondoni notarili ma quello dei tassisti e delle pulizie, diventano la maggioranza.

image Qualche nonno e mamma con pupi che fanno sciàf nelle pozzanghere.

I furgoncini dei rifornimenti del caffé, dove una volta c’era il Filmmusem.

imageL’appendino degli oggetti ritrovati (che mi è venuto storto e pace).

imageLe piastrelline col nome dell’albero e quello del donatore (vuoi fare un regalo? Sponsorizza un albero).

Il sole che viene e va. L’arietta fredda pure. Meno podisti e ciclisti.

È quasi ora del mio appuntamento. I turisti devono ancora finire di fare colazione. Le scuole sono ricominciate. SAIL è finito.

Buona giornata anche a voi.

 

Giro d’Abruzzo: Pedicciano

 

Sorgenti del Pescara, Riserva naturale, Popoli

Sorgenti del Pescara, Riserva naturale, Popoli

Ogni anno se solo posso cerco di tornare in Abruzzo, e quest’ anno per merito di una congiunzione astrale particolare ci sono stata quasi 4 settimane sola con i bambini.

È stata l’occasione per visitare e rivedere posti che da anni magari avevo sulla mia lista. E in compagnia degli amici che sono venuti a trovarci, tutti insieme e tutti alla fine e tutti ad aiutarmi a fare i pomodori, che ormai i tempi erano quelli sono riuscita a fare parecchi giretti.

Ve li racconto con più foto sul mio blog in inglese, Abruzzo in my heart, e comincio con un paese che non visitavo da quasi una trentina d’anni, Pedicciano. Cosa ci sarà mai da visitare a Pedicciano, ci si potrebbe chiedere. Non lo so. Ma di là vi racconto perché io ho avuto bisogno di fermarmici, anche se solo per pochi minuti, e farmi il mio giretto down memory lane.

Se tornerete a trovarmi anche lì, vi ci posto le foto abruzzesi vecchie e nuove. Non che le mie foto siano questo granché, ma provo a farvi vedere quello che vedono i miei occhi. Ricordandoci che oltre ad essere miope ed astigmatica da una vita, adesso, con l’ età, sto diventando pure presbite.

Io intanto le mani avanti le ho messe.

Ultimo giorno di vacanze ad Amsterdam

Uno dice l’ anno solare, quello fiscale, quello agrario, quello che vi pare, ma alla fine è l’anno scolastico quello che a me da sempre segna il ritmo della quotidianità. E domani nelle scuole di Amsterdam si ricomincia, prova ne sono le file all’Hema e nei negozi aperti di domenica per le ultime compere.

Io lo so che in Italia la gente sta ancora a digerire il pranzo di Ferragosto e far fuori gli avanzi, ma dalla mia posizione anticipataria lasciatemi condividere un paio di riflessioni suscitate dalle cronache degli ultimi giorni.

1) Per restare in tema scuola Stefano Feltri si qualifica da solo per quello che scrive, come lo scrive e come non sa utilizzare le fonti che cita, e come reagisce quando gli fanno notare che insomma, non è che si sia dimostrato il fiore del giornalismo italiano, nonostante quello che è costato alla società e ai suoi genitori il farlo studiare. Non sapete di cosa sto parlando? E allora fatevelo spiegare dalla’ ottimo Tarantula.

Comunque Feltri fa il vicedirettore del Fatto Quotidiano, un lavoro ce l’ha e così facendo ha spazzato via, se ancora ce ne fosse stato bisogno, tutti i dubbi che ho sempre avuto sul Fatto Quotidiano da quando l’ hanno fondato.  Non è un giornale che fa per me. Qui un’intelligente risposta alla questione, se ve la foste persa.

2) Mi dispiace non avere la benché minima opinione personale sulla decisione relativa al bambino della cosiddetta coppia dell’acido. Non ne so, non ne voglio sapere, non vanto competenze per pensare checchessia e da cittadina che paga le tasse spero solo che la decisione sia stata presa con cognizione di causa, da gente che ci lavora e che ne sa, tenendo conto che anche l’opzione “cresciamoli in una struttura adatta e ambiente protetto” qualcuno mi deve spiegare dove sta e chi la finanzia, visto che lo Stato sta tagliando su tutto e quindi anche nelle cure e supporto per i pazienti psichiatrici. Che speriamo almeno abbiamo una famiglia che si sta rovinando la vita per sopperire alle carenze dello stato.

3) Perché se c’è mezza cosa che ho capito dall’altro fatto di cronaca di questi giorni, ovvero la morte di Andrea Soldi in conseguenza all’attuazione di un Trattamento Sanitario Obbligatorio che gli era stato imposto (e l’ho capito anche grazie al post di Zauberei e ai suoi ottimi commentatori) è che la legge 180 sulla chiusura dei manicomi, pur encomiabile, è stata applicata solo nella parte che toglieva allo Stato obblighi e spese, mollando le rogne a pazienti e famiglie spesso lasciati soli, e che quindi in questa situazione un TSO sarebbe perfino il minore dei mali, quando necessario, se ci fosse un pensiero di base (con relativi investimenti su formazione e attuazione) su come farlo eseguire e da chi.

Quindi cari miei, intanto che voi in Italia, chi può, vi state godendo gli ultimi strascichi di vacanza e suspension of belief delle stangate che come sempre e come tutti gli anni ci aspettano a fine ferie e riapertura scuole, io dalla mia posizione anticipataria vi inviterei, tra una discussione e l’ altra, a rivolgere un pensiero alle notizie che precisamente si sta cercando di far passare in secondo piano, ai cetrioli che si stanno preparando a volare alti, agli insegnanti menati dalle forze dell’ordine perché non convinti della riforma della buona scuola che si pupperanno i  poveri figli che fra poco rientrano nei banchi, e a decidere se questo è il mondo che vogliamo e come ce la vogliamo gestire questa situazione.

Quali tagli prossimi venturi stanno per cambiare la nostra vita?

Intanto che i profughi continuano a morire sul mediterraneo.

Io intanto compassi, goniometri e quaderni li ho presi e vado a strappare un po’ di erbacce. Buon fine estate a tutti.