Amiche che leggono i silenzi

a-acquapark

“Come stai?”

“Meglio”.

Da parecchi mesi, ovvero da quando in primavera sono stata davvero male male, come nn credevo sarei arrivata a stare, ma siamo umani e non pozzo senza fondo di risorse ed energie, dico che sto meglio. Ma non sto bene. E tendo a rinchiudermi in attesa che mi tornino energie, poi siccome il mio cervello è una ruota che gira di continuo e l’ horror vacui il pungolo che mi spinge come una Nimbus 2000 infilata nel sedere, qualcosa mi riprendo in mano, ma non mi restano energie per altro che quei piccoli pezzi di lavoro circoscritti, che mi rendono felice.

Ieri in macchina (dove altro?) ho provato a spiegarlo a Figlio 1 che sono già due volte ultimamente che mi vede piangere, e dico da mesi che me ne devo trovare una brava, ma ancora non ci arrivo. Non ci voglio arrivare, evidentemente. Dovrei anche muovermi, trovarmi qualcosa da fare, uscire a fare passeggiate almeno ora che dura il tempo buono. Me lo dico e poi non lo faccio.

Insomma, il mio star male si traduce in una chiusura al mondo, a quel paio di amiche fantastiche che ho vicino e che non mi mollano, quando dura troppo mi vengono a stanare.

“Tu lo sai che puoi e devi chiamarmi quando non  va”.

“Lo so, ma vedi, il punto è che quando sto proprio giù non mi viene neanche in mente di chiamare nessuno”.

“Stasera alle 20 vado ad Aquagym vicino casa tua, c’è un’ istruttrice tostissima”.

E così ieri alle 19 e 52 mi sono precipitata fuori casa col costume, l’asciugamano, niente lenti che mi sono scordata e ho fatto la lezione cieca, senza occhiali e tirando a indovinare, le cremine che dopo la doccia meglio coccolarsi.  E mi è passato di botto il mal di testa enorme che mi tiravo dietro da una settimana.

Per cui oggi chiamo io quel paio di amiche che sento da troppo tempo silenziose.

E comunque va davvero meglio, eh,mi sto organizzando un Wine Love Tour per metà ottobre che non avete idea.

Perché insomma,sarò stata in crisi profonda tutto questo tempo, ma almeno ho finito un libro, la “Guida affettuosa al piacere del vino”. E ad Anna e Rachele Lo Piano, che mi hanno incoraggiata e compresa tutto il tempo, e dato una spintarella per ripartire al momento giusto, gliela devo, una degustazione o due come si deve, no?

Stay tuned perché appena abbiamo le conferme definitive vi pubblico anche le date e le sedi in Nord Italia.

Avviso ai turisti: non mi andate in autostrada in bicicletta

Non mi entrate in autostrada in bici

Non mi entrate in autostrada in bici

Sono alcuni anni che il centro di Amsterdam e dintorni è sempre più pieno e affollato. Quella che solo alcuni anni fa era una città con un’offerta alberghiera sottostimata rispetto alla domanda, o perché hanno costruito quel paio di alberghi extra, o grazie a Air bnb, che il comune lo dice sempre che chi ha case a prezzo agevolato non deve lucrarci, ma tanto non hanno abbastanza gente per fare i controlli, ecco, di botto è sempre più piena in tutte le stagioni. Continue reading

PdO: Spargo (si, erano olandesi)

Ma vi rendete conto che solo dopo 21 anni di matrimonio ho scoperto che gli Spargo erano olandesi (si, hanno persino la voce Wikipedia in italiano, e non, per dire, in inglese, vorrà dire qualcosa)? Chi come me è stato adolescente negli anni ’80 sarà si cresciuto con The Day After, Chernobyl, il buco nell’ozono che ci avrebbe fritti tutti e un sacco di roba apocalittica che andava curata a botte di Naj-Oleari, capelli cotonati e spalline da supereroe nel tailleur, ma non può essere che non abbia mai sentito You and me degli Spargo.  Che in fondo il funk-disco-pop, per chi non si suicidava ascoltando i Cure e gli Smiths, era pure un rimedio all’ angoscia esistenziale del futuro post-atomico. Continue reading