Dei diamanti di fidanzamento e dei fidanzati

Ultimamente parlando di diamanti di fidanzamento con delle giovani pulzelle che conosco, ho sentito ragionamenti che mi hanno notevolmente impensierita. Permettetemi quindi, gioiellette mie, di indossare prematuramente i panni della vecchia zia che spero di diventare solo fra qualche decennio e chiarire una volta per tutte il mio pensiero sui diamanti di fidanzamento, che se sistemiamo questo concetto vedrete che poi il resto è tutta discesa.

E parlando di fidanzamenti e diamanti inevitabilmente si parlerà di fidanzati, che un diamante è per sempre, i soldi non fanno la felicità solo se ne hai veramente tanti, un matrimonio ha bisogno solo di un buon pre-nuptial e di un divorzista con le zanne affilate ma un fidanzato sbagliato, gioiellette mie, quella si che è una disgrazia che può segnare la vita di una ragazza per sempre.

Perché è inutile che una stia lì a guardarsi e il catalogo de Beers, Tiffany o Cartier, che tanto l’anello di fidanzamento serio non si acquista ma si eredita e quindi cominciate a guardarvi sui rotocalchi d’epoca le foto dei fidanzamenti di madri, nonne e zie senza figli del vostro bello. Quale vi toccherà dipende dalla linea ereditaria di quella famiglia, quindi anche lì, se proprio ci tenete, fatevele le vostre brave ricerchine. Però per quello dicevo che tocca stare attente a cercarsi il fidanzato giusto.

Poi lo sfizio di scegliervelo voi un anello che vi piaccia ve lo tenete da parte per le altre fasi fondamentali della vita: la fede, che potete scegliere anche in combinazione col solitario (e l’anello di fidanzamento, quindi, se non vi piace ve lo mettete in cassaforte per la prossima malcapit fortunata fidanzata in famiglia.) A ogni figlio un diamantone, quello fatevelo mettere anche nel pre-nuptials se ci tenete.

Eviterei i bridal jewellery, che in genere sono collezioni pensate per le sposine anoressiche di una volta, quelle catenine, filini, fiorellini, santiddio che tristezza, semmai puntate su una tiara come si deve che poi eventualmente ve la fate trasformare in un collier importante.

E già che siete in fase di scelta diamantone, eccovi qui le cose che davvero vi occorre sapere. Perché i criteri di scelta del #diamantepersempre sono 4, come sono sempre stati, ma diciamo anche che nel design andiamo anche avanti con il nostro tempo, e quindi se il vostro sogno era lo zaffirone con la coroncina di diamanti intorno, come la povera diana, lasciate perdere, porella, che quello stile ha già dimostrato ampiamente di portare sfiga.

Badate quindi alle varie combinazioni tra:

Colore

I diamanti tradizionalmente si classificano dal biancoazzurro al biancogiallino, con i biancoazzurri, qui sopra definiti colorless o D (a volte anche qualche E). Meno sono gialli più costano, per dirla in soldoni. I gialli gialli che si vede che sono gialli però fanno parte dei cosiddetti fancy colours o colori fantasia, per esempio ci sono anche i diamanti rosa. Ecco, a me quelli giallo fancy sono sempre piaciuti moltissimo, magari incastonati in oro bianco o platino proprio per esaltarne il colorino, infatti ne ho uno australiano carinissimo, anche se poi l’orafo non ci ha capito niente. E se siete i tipi frou-frou pensate anche a un solitario rosa, se vi piace. Altrimenti biancazzurro e pace.

Se volete valutare due diamanti senza montatura per paragonarne il colore fate così: prendete un foglio di carta bianca, fateci un piega, mettete nella piega i due diamanti uno accanto all’altro come nella foto sopra, la punta all’insù, fateci cadere della luce e guardate il colore del riflesso della punta nella piega. si vede benissimo la differenza.

E una volta montato, il diamante, si vede questa differenza? Mica tanto, occorre avere un’occhio molto allenato e comunque fatevi montare la pietra meno azzurra in oro giallo, e passa la paura. Quel minimo di differenza neanche si vede più sulla maggior parte delle tinte di pelle, quindi perchè spendere di più se non occorre? Semmai la differenza di prezzo investitela in qualche punto di carato in più, che quello invece si vede eccome. Che ho capito quanto è fine il diamante piccolo e discreto, ma in genere quella è la scusa di chi non se lo può permettere più grande. E nei diamanti come in altre cose nella vita ricordatevi: more is more.

Purezza

La purezza nei diamanti sarebbe la mancanza di inclusioni, ovvero piccolissime particelle diminerale che bloccano la rifrazione della luce nel diamante. Ovviamente tutto è relativo, per i diamanti commerciali ci si basa su quello che un occhio esperto e allenato riesce a vedere con una lente a 10 ingrandimenti. quindi un diamante pure è quello che non ha inclusioni? Non necessariamente, sicuramente ne avrà di microscopiche che con la normale lente da giolielliere non si vedono e pace.

Ma le uniche inclusioni che si potrebbero vedere ad occhio nudo sono soltanto le ultime nel disegno, i cosiddetti diamanti piqué. E se le inclusioni sono nere, magari le vedi, ma già se sono bianche e le pietre sono piccole e le monti a pavé, vedi che non sei un lampadario e se perdi un infinitesimo di indice di rifrazione non muore nessuno. (Io comunque a suo tempo mi feci una fedina di pietre biancazzurre pique 1 e non se ne è mai accorto nessuno, pagate meno degli swaroski quelle pietre).

Quindi qual’è il mio consiglio? Anche qui, a seconda del budget, di come vi volete fare la montatura, dell’aspetto finale che deve avere, se il budget non è un problema prendetevi quello che vi piace di più della migliore qualità, che del diman non v’è certezza e hai visto mai quando potrebbe servirti nella vita vendere o impegnare il diamantone? In quel caso meglio una qualità e purezza e colore alti.

Se invece dell’essere per te conta invece l’apparire, giocatela come vuoi palleggiandoti dimensioni, colore e purezza del diamante e goditi il risultato.

Taglio

Il brillantone è il taglio per eccellenza del solitario e infatti lo conoscono tutti. E che sarebbe un brillante? Bè è un taglio tondo a 52-54 sfaccettature che finisce a punta e che ha come scopo quello di ottenere la massima rifrazione della luce. L’effetto sbrillocco, appunto. Ha come difetti il fatto che la punta limita molto le possibilità della montatura e anche che insomma, gioiellette mie, ma se una donna già brilla di luce proprio per personalità e carisma, basta quello, no?

In alternativa c’è il taglio princess, quello quadrato con la punta che conta ben 72 sfaccettature, fatte a mano una per una. Il princess costa meno perché si spreca meno materiale, a partire dalla forma naturale del diamante grezzo, quindi con il diamante grezzo delle stesse dimensioni, se ottieni un taglio brillante da mezzo carato (0,50), il princess avrà almeno 0,70 punti di carato. è più grosso, ecco. (E poi a me piace di più, pensate a una fedina o un tennis bracelet di princess, è un’unica ininterrotta striscia di luce, se montate come si deve.)

Come scegliere un taglio adatto a voi? È questione di gusti. A me piacciono molto le montature con un bel disegno e per un bell’anello nulla supera secondo me una bella pietra taglio smeraldo al centro con due baguette di fianco. Sbrilluccica di meno rispetto a un anello simili fatto con 3 brillanti di peso, colore e purezza equivalenti, ma appunto, siamo donne o lampadari?

E la famigerata scheggia di diamante che si usa per il pavé? Quello è un brillante che si è arenato nello sviluppo, è si un taglio tondo, ma ha solo 18 sfaccettature e quindi si usa su pietre piccolissime che poi vengono incastonate tutte insieme per disegni particolare. More is less, insomma.

E infine:

Dimensioni

che contano, eccome se contano.  Ma appunto, qui la donna che conosce il proprio stile e il proprio budget sicuramente sa da se se puntare sui diamanti da soli, su una combinazione economicamente favorevole (far figura con poco, chi ci tiene) o creare combinazioni con altre pietre meno costose e altrettanto belle, e un diamantino accanto per lo sbrillucchîo.

Per cui care le mie gioielle, studiate, statevi accorte e vedete voi se l’uomo vi serve per il gioiello o se non preferite un gioiello di uomo.

A ognuno il suo e Scialba per tutte.

Poi mandatemi le foto e fatemi sapere.

 

Natascha Alba von der Tschotzka

Professione: ereditiera. Ben nata, ben sposata, ben divorziata, ben vissuta, una prece.

3 pensieri riguardo “Dei diamanti di fidanzamento e dei fidanzati

  • 7 Febbraio 2018 in 4:34 am
    Permalink

    Poffarbacco, a moi e’ giunto solo un pensiero: Credevo che l’amore capitasse per caso e non fosse il risultato di una ricerca da catalogo. Poi quale donna potrebbe essere degna dell’ anello dell’ Adelaide? (la mia adorata nonna).
    Infine: trovata quella giusta, non c’e’ anello adatto. Tutto troppo poco. Piu’ che un diamante le ho donato la mia vita.
    Non e’ 24 carati e un poco scalfita, ma e’ il bene piu prezioso di cui dispongo. E gliel’ho donato per sempre.
    Quanto l’ amo ….dopo tanti anni l’amo ancor di piu.
    Senza limiti e confini.
    Perche’ un diamante e’ per sempre, ma l’amore non ha nemmeno tempo e spazio.
    E grazie per lo spunto, il post visto da un altro punto di vista.
    Salutissimi.

    Risposta
    • 9 Febbraio 2018 in 12:33 pm
      Permalink

      Tessssssro, ma davvero sei l’ ultimo dei romantici, che bello sapere che ce ne sono ancora, come il Dodo, praticamente

      Risposta
  • 31 Luglio 2018 in 12:50 pm
    Permalink

    Ma perché davvero c’è ancora gente che pensa ai diamanti di fidanzamento?!!!

    Risposta

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