I tedeschi e le bombe ai tre ponti

Il motivo per cui mio padre e i suoi cugini hanno sempre avuto questo rapporto specialissimo, quasi più da fratelli, è che durante la guerra molti andarono a stare dalla nonna Annina a Ofena, un paesino defilato in mezzo alle montagne, sicuramente più tranquillo di Pescara con il porto o altre grandi città in cui vivevano a rischio bombardamenti. Per cui crebbero tutti insieme come fratelli.

Però anche a Ofena c’ era un comando tedesco che aveva sequestrato la casa di Angelo di Rufina, e per questo Rufina, con il marito, i figli Angelo, Maria Teresa e Nicolina abitarono nella casa accanto alla nostra, e continuarono ad abitarci anche quando io ero bambina e dalla finestrella che si affacciava sul terrazzo, andavo a dire buongiorno a Francuccio, il vecchio nonno confinato a letto. (E poi fu il motivo che quando andai a studiare in Canada per Maria Teresa e Nicolina fu semplicemente nell’ordine delle cose ospitarmi per lunghi mesi, e mentre io mi imbarazzavo a fare l’ospite, mio padre a un certo punto mi spiegò che non dovevo, che anche loro erano cresciuti uno accanto all’altro come fratelli e anche se io non li conoscevo, loro conoscevano me, che sempre queste cose dell’ Abruzzo, i monti e il clan che penso di aver già raccontato altrove).

E insomma, Ofena sarà pure un posto imboscato fra i monti, senza ferrovie o porti, ma c’ erano comunque i tre ponti che portavano alla Forca di penne, che era il valico per raggiungere la costa, dalla provincia dell’Aquila a quella di Pescara. E fu così che i tedeschi decisero di bombardarli.

E quindi il paese venne evacuato, vecchi, donne e bambini, tranne zio Antonio, lo zio di nonna, che era ingessato fino all’anca e non era trasportabile. E quindi mia nonna dovette restare con lui ad accudirlo, mentre i suoi bambini orfani andavano via con tutti gli altri.

E continuo a chiedermi: ma tra la nipote nubile e sola e quella vedova con due bambini, come mai fu la vedova a dover restare a rischio di morire e far restare i bambini doppiamente orfani? Perché la nubile era maestra, aveva lo stipendio e quindi era in condizioni migliori per assicurare la crescita dei bambini. O forse semplicemente perché la vedova senza mezzi e con due bambini in fondo ha passato la vita a fare da serva alle sorelle pur di farli mangiare e studiare. E questo ruolo di sorella servente, nonostante la sua grande autonomia di pensiero, se l’è portato dietro per tutta la vita.

E comunque li ha cresciuti bene, eh, i figli. Sennò neanche io sarei qui.

I tedeschi poi per qualche motivo ci ripensarono e i ponti non li fecero saltare più.

Poi Mussolini lo portarono prigioniero a Campo Imperatore, per poco, eh, ma dicono che fece a tempo a fare un figlio con una cameriera dell’albergo in cui lo tenevano e che per questo tale figlio ha sempre avuto una carriera protetta e dicono sia intoccabile per questo. Dicono.

Comunque buon 25 aprile, anche agli intoccabili.

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