L’Arlecchino Project a Firenze (e ricordatevi della mamma di Arlecchino)

In questi giorni alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa a Firenze è esposto l’ Arlecchino Project di Cristina Pacciani (Atelier Cri-Cri, Overtoom 303, Amsterdam), che è un’ ode alla creatività femminile. Anni fa ho imparato a fare feltro proprio da Cristina, che mi ha contagiata con il suo amore per i colori. Ma lei nel frattempo è andata molto oltre gli sciallini, come li chiama lei, che pure le vengono benissimo. E del feltro ha fatto un messaggio, che con l’ Arlecchino Project ha aperto le ali e si è sparso in tutto il mondo. 

Di Cristina avevo postato tante foto su facebook e in particolare era bello il mantello della mamma di Arlecchino, perché parliamoci chiaro, da tutte le pezze donate dagli amici al povero Arlecchino che non aveva un costume, l’ idea di metterle insieme per farne un vestito è venuta a lei, e sempre lei l’ ha realizzato. Da qui, l’ ode all’ inventività femminile.

Ma se guardate anche solo la realizzazione pratica di questa scritta nero su bianco, e avete mai provato a strofinare insieme per lunghe ore dei fiocchi di lana colorata per farne una stoffa non tessuta ma resistente, calda, isolante e idrorepellente (in feltro i mongoli oltre che le yurte, ci facevano anche i secchi per l’ acqua) vi rendete anche conto che enorme manualità c’ è dietro la sua realizzazione. Perché Cristina di feltro ne ha manipolato talmente tanto in vita sua, nei workshop per adulti, ma soprattutto per bambini, che non mi meraviglierebbe se ci si fosse giocata le impronte digitali.

E qui vi faccio vedere i dettagli, ma questi due pannelli sono enormi, lunghi metri e metri.

Allora la prossima volta che pensate ad Arlecchino, ricordatevi della mamma di Arlecchino e dello scambio e della generosità, perchè questi pannelli sono stati fatti con materiale che è stato donato a Cristina da persone in tutto il mondo. Un paio di anni fa, se si entrava nell’ atelier, c’ `erano più pacchetti postali accumulati che scialli. Il metodo wiki che esce dal virtuale per rientrre in un’ arte antica e casalinga, come quella del feltro.

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