Ma il 9 novembre ci venite ad Amsterdam Da Gustare?

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Dove: Mediamatic, VOC-kade 10, amsterdam (ingresso parcheggio alla fine di Czaar Peterstraat).

Quando: sabato 9 novembre, quando vi pare dalle 12 alle 21

Cosa: si mangia, si beve, si fanno corsi di cucina, Masterlcass di vino, si balla, si ascolta musica dal vivo, si conoscono produttori di cose buone e altre belle cose che al momento mi sfuggono

Informazioni e iscrizioni: http://www.dagustare.com/tickets/?lang=it

Costo (solo prevendita): € 27,50 per ingresso, buffet e iscrizione di un mese a Mediamatic. Con sconto amici di Mammamsterdam: € 25,00.

Eh, lo so, tanto brava sarei a pensare e fare le cose, tanto pessima nell’annunciarle per tempo. Cioè, io ve l’avevo detto, vero che dopo il durissimo inizio d’ anno che abbiamo avuto, Marina a forza di calcioni nel sedere mi ha convinta a rifare Amsterdam da Gustare? No, mi sa che non ve l’ avevo detto. Qualche accenno, forse. Vabbè, lo rifacciamo il 9 novembre prossimo, è un sabato.

Dura dalle 12 alle 21, quindi potete passare quando vi pare per il fantastico buffet preparato da una serie di amici ristoratori (certe cose si fanno meglio con gli amici), per il vino al bicchiere o in Masteclass tenute dagli amici sommelier (idem, sugli amici), per scatenare i figli con alcune attività fatte apposta per loro (abbiamo fatto un patto con Erik del Laser Game al piano di sotto, ci fa lo sconto per intrattenerceli un po’ di tempo a spararsi addosso nel buio), per farvi raccontare da Rossanina del Santo, si proprio lei, tutto su intolleranze e alimentazione gluten-free. Si, ma è inutile che vi faccio la lista qui, se vi interessa quardatevi il programma e pace, tanto qualcosa che fa per voi la troverete per forza, a meno che non facciate gli stiliti nella vita.

Allora, ricomincio per chi si fosse perso le puntate precedenti: l’ anno scorso durante un caffè esplorativo con dei partner con cui ci eravamo piaciuti a colpo d’ occhio, mi è venuto in mente e ho buttato fuori che:

a me manca veramente un evento italiano in Olanda come dico io.

Ecco, lì in 20 minuti lo avevamo avviato. Gli dei a volte ti puniscono dandoti quello che vuoi. È stata una cosa incredibile, non abbiamo fatto a tempo a dirlo un po’ in giro che si è scatenato intorno un vortice di energie, tutti quelli a cui lo dicevamo sono saltati a bordo entusiasti, quelli a cui non lo dicevamo (magari perché ancora non ci conoscevamo) ci chiamavano per dire: ho sentite che stai facendo questa cosa, hai posto per me.

Insomma, in tre mesi avevamo un evento. Ci abbiamo lavorato giorno e notte sapendo che se coprivamo le spese cara grazia, ma ci piaceva troppo l’ idea di creare un contenitore di eccellenze enogastronomiche (e non solo) italiane. Per i gastrofighetti e per quelli che volevano essere convinti che c’ è una vita dopo il Mc Donald. Per gli italofili e gli italiani sparsi a cui mancano terribilmente il chinotto e i biscotti del mulino bianco e il bicarbonato (si, non mi chiedete il motivo, ma c’ è un feticcio del bicarbonato che agli olandesi manca totalmente (come gli mancano i pacchi da mezzo chilo dello stesso), per esempio io ho ricominciato a lavarmici i capelli e non credo che tornerò più indietro a questo giro. Capite che se devo accontentarmi delle bustine da 20 gr. che vendono qui per fare i dolci, sto fresca.

Come è andata lo vedete qui nelle foto.

Cosa ci ho guadagnato? Monetariamente nulla siamo andati un po’ sotto, ma non in maniera tragica. Ci ho guadagnato due amici fantastici, Hans e Sandra, che quando ho detto quella cosa ci eravamo visti venti minuti e basta. Ho scoperto quanto mi mancasse fare cose con Daniela e Sebastiano, come quando eravamo agli inizi dell’ avventura teatrale di Astaroth.

Ho scoperto che persone che sembrano assolutamente normali sono dei pazzi. Mi hanno fatto stalking per dei mesi dopo (da cui la scarsa voglia che avevo di riprovarci). Ma il pazzo occasionale ti può sempre capitare nella vita, e allora tanto vale divertirsi senza tenerne conto nel frattempo. Però è dura, finché dura.

Ho scoperto che con certe persone a cui volevo bene e di cui mi fidavo, che ecco, meglio che non facciamo più delle cose insieme. Ho scoperto che tanta gente di cui pensi: ma anche loro vedono gente, fanno cose, niente, non si rendono proprio conto del lavoro che c’ è dietro un evento del genere. E che non ti arricchisci. Come la gente che è convinta che se ti stufi del lavoro che fai, scrivi un libro di successo e vivi di quello. No, sul serio, ce ne sono. Ma non sono dei lettori.

Marina non l’ ho scoperta per niente, sono anni che ci conosciamo, che organizziamo cose anche piuttosto complesse insieme e che abbiamo nel frattempo imparato a leggere l’ una il libretto di istruzioni dell’altra. No, ma ci pensate, la donna precisissima, che mette tutte le cose in fila e non gliene sfugge una, che si stressa se non ha tutto sotto mano al posto giusto,  insieme a quella che si perde continuamente i pezzi per strada e poi quando li raccoglie ne porta a casa il triplo, ma comunque qualcuno di quelli originari le sfuggono (però mi ritrovo anche tante sorprese?) eh, ma sono tanto creativa, signora mia. Un team perfetto, naturalmente, ma quante camomille tocca bersi. La cosa migliore è che ci vogliamo un gran bene, that’s it. E non abbiamo ancora smesso di divertirci. E poi siamo due gastrofighette che lèvati, il che fa molto.

Insomma, ci siamo lanciate, e a questo giro abbiamo trovato uno spazio enorme da Mediamatic, una fondazione che fa cose molto belle e molto strane in materia di arte, tecnologia e società. Ci siamo annusate, ci siamo piaciute, abbiamo colto delle affinità di base e così ci ospitano loro in un fantastico capannone industriale dei primi Novecento. Un posto un po’ anarchico, molto tecnologico, molto sostenibile quando si può. Un posto dove tutta quest’ estate siamo state accampate ad organizzare cene e lezioni di vino nel Favelous, il pop-up restaurant nella favela di Andrea Sossi (si, un altro di quei pazzi creativi con cui mi incrocio a ogni piè sospinto) che se avete visto le foto sulla pagina Facebook già ne avete nostalgia anche voi.

Insomma, sono girate molte energie positive e sinceramente ne ho avuto un gran bisogno, perché quello che qui purtroppo non ho mai condiviso per bene è che i Diga sono molto, ma molto stanchi, gli sono successe tante , ma tante cose nell’ ultimo paio d’ anni e maschio alfa ed io da mesi passiamo notti insonni per capire come risolverci. Però ci è servito a capire che insieme agli Gnorpoli siamo molto felici e che dobbiamo lavorare su questo. Solo che, appunto, come ho detto tante volte, l’ ottimismo richiede un grosso sforzo di volontà e tanto lavoro dietro. E uno si stanca, per l’ appunto.

Insomma, manca poco a Da Gustare 2013, farlo mi è servito a chiarirmi un paio di cose su come mi piacerebbe continuare a lavorare nell’ eno-gastronomia e quando mi sono risolta tutto, ve lo farò sapere. Intanto se il 9 novembre vi volete aggiungere a noi, dovete iscrivervi in anticipo, ma se indicate come codice sconto “Mammamsterdam” il buffet vi costa € 25 euro.

Ve lo potevo scrivere molto meglio, ma sono sveglia dalle 4 e fra 9 minuti devo svegliare i figli. Vado a farmi un caffè. Non così buono come quello che Angelo, Dino e Marietta faranno a Da Gustare, ma quasi. E ce n’ è un gran bisogno.

4 pensieri riguardo “Ma il 9 novembre ci venite ad Amsterdam Da Gustare?

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