PdO: Gli Oranje, la festa del re e l’inno nazionale

"Non credere a tutto quello che si trova su Internet, soprattutto se si tratta della foto di una persona famosa con accanto una citazione" Willem van Oranje

“Non credere a tutto quello che si trova su Internet, soprattutto se si tratta della foto di una persona famosa con accanto una citazione” Willem van Oranje

Il 27 aprile si festeggia il Re dei Paesi Bassi e Amsterdam diventa una bolgia infernale da cui gli abitanti, se poco poco possono, scappano. Per fortuna la data è cambiata solo da un paio d’ anni, prima si festeggiava il 30 aprile, giorno del compleanno della regina Juliana, nonna dell’attuale re. Quando Beatrix salì sul trono saggiamente si guardò bene dal cambiare la data della festa (anche perché il suo compleanno è a gennaio, e falla tu con questo clima una festa di strada a gennaio, che ancora non ci siamo ripresi dal corteo di San Nicola. ) Continue reading

PdO: i sostantivi del maschio in olandese

't mannetje

Come già visto con il temine gozer (che vi avevo citato qui e qui) e che significa :uomo”, ma deriva dal termine yiddisch per “sposo”, ci sono molti modi in tutte le lingue per definire genericamente una persona di sesso maschile. Noi abbiamo tizio, o tipo, o zio, o quello che vi pare (e che mi direte nei commenti), io vi faccio il solito elenchino ragionato dei termini usati in olandese per parlare di, o rivolgersi a un uomo.

Cominciamo con man = uomo, e tutti i suoi derivati: mannelijk = maschile o mannelijkheid = mascolinità. E come diminutivo abbiamo mannetje = ometto, ma in un significato specifico: quello dell’ ometto tuttofare che aggiusta tutto. E infatti ad Amsterdam e Haarlem abbiamo due negozi di biciclette che si chiamano così, come vedete in foto.

Man però significa anche “marito”, così eliminiamo in una botta sola anche la differenza tra: “ti presento mio marito” e “ti presento il mio uomo” e non ci si pensa più.  Sinonimi del man-marito sono: echtgenoot = coniuge, gade, eega e gemaal che vanno più in direzione di compagno di vita, consorte (Prins-gemaal è il principe consorte, per esempio), manlief, mannie, wederhelft = l’altra metà.

Poi c’è kerel o vent, baas, basserool, bink (ketelbink nelle navi o macchine a vapore era il ragazzino che a caldaia spenta riusciva ad infilarcisi dentro per pulirla, il garzone del macchinista o il mozzo, insomma. Vedete anche la canzone strappalacrime sotto). broger, gast, heer, heerschap, kadee, kerel, kinkel,manspersoon, meneer, mijnheer, pief (spesso: een hoge pief = un pezzo grosso) snuiter (o rare snuiter, un tipo strano), gozer, kastaar, klant, knaap, knakker, knul, man, pee, peer ( o toffe peer = un tipo figo, interessante), postuur,  vrijer. Ad Amsterdam dicono anche gast, che significa ospite ma equivale a “tizio”. Per i ragazzini (pestiferi) si può anche dire gassies. 

Maat o mattie, makker, gabber = amico, compagno, fratello,Maat anche marinaio.

Vi lascio quindi con Ketelbinkje, un classico dei canti da marinaio sul piccolo mozzo che da Rotterdam morì in mare.