Terre e vini d’ Italia, i miei nuovi corsi per l’ Istituto Italiano di cultura

Comincio col dirvi che le foto fantastiche di questo post sono state fatte da Barbara Zonzin, un nuovo acquisto tra gli italiani d’ Olanda che fra poco si trasferirà definitivamente da queste parti. Per conoscerla leggetela su www.foto370.com.

Lunedi scorso c’ è stata ad Amsterdam la Giornata Professionale dei vini italiani, come sempre ottimamente organizzata da Heleen Schreuder.  (No, ma guardate che posto splendido, e quanto mi piacerebbe a me organizzarci qualcosina come si deve una volta o l’ altra).

Ci siamo rivisti con amici e colleghi sommelier e importatori, Giuseppe Migliacci che è il solito tesoro di uomo ci ha regalato un barattolo dei suoi favolosi pomodorini di Corbara, una cosa che se l’ hai assaggiata puoi fare a meno dello zucchero nella tua vita, e Fred Nijhuis, il guru dell’ enogiornalismo olandese ha invitato i sommelier aIS ad unirsi ai colleghi olandesi della NGS alla sua degustazione guidata di bianchi italiani. Qui sotto ci vedete trafficare con i moduli e gli appunti.

Tutto ciò mi ha ispirata moltissimo per il tema dei nuovi corsi che terrò da aprile per l’ Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam. Quest’ estate ci siamo divertiti moltissimo con le nostre cenette (si, perché alla fine quello erano diventate, anche se io interrogavo e facevo domande a trabocchetto per vedere se seguivano con attenzione o si stavano solo bellamente sbronzando, seguivano, bravi) e quindi adesso si ricomincia.

Questo il programma, perché in realtà si tratta di due corsi: uno di geografia dell’ Italia e l’ altro proprio di lezioni serie con cena e degustazioni a gogò.

L’ idea del corso di geografia mi è venuto perchè a ogni santo corso per sommelier AIS per cui ho fatto da interprete negli scorsi anni, si capiva che per gli olandesi la cosa più difficile da mettere insieme erano proprio gli accenni geografici. Se a un italiano dici Veneto, dici Monti Lessini, dici Vulture, dici basalto, dici Montalcino, comunque sa già collocarti quella parola non solo in un contesto geografico, ma anche climatico, storico se proprio abbiamo voglia, ed enogastronomico. Gli olandesi queste informazioni se le dovevano cercare, assimilare e imparare ad usare e comunque restava una conoscenza limitata (eh, le belle gare di geografia a scuola maschi contro femmine, quante cose ti rimangono).  E quindi con questo corso ho pensato di sopperire, così non solo si chiariscono le idee su dove andare in vacanza quest’ estate, ma anche su cosa riportarsi come souvenir commestibile. E già che ci siamo il territorio lo scopriamo degustando due vini e spiegando perché li possiamo considerare il vino-simbolo della zona.

Bello? Bellissimo, solo che c’ è un  problema, per puri motivi di sopravvivenza io questo corso ho pensato bene di non farlo di più di cinque lezioni o mi muoiono su “Ma-con-gran-pena-le-re-co-giù, marittime, cozie graie, pennine, lepontine, retiche dolomitiche, carniche e giulie (e mentre ve lo dico mi faccio scorrere davanti i vini).

Come cavolo fai a trovare cinque vini simbolo di cinque macroregioni italiane, se noi siamo la terra dei vitigni autoctoni e delle denominazioni solitarie? Infatti non si può e qualsiasi scelta in questo senso è arbitraria e discutibile, infatti voi siate clementi (calendario e temi sotto).

Il secondo corso, già che ci eravamo, ha anche un approccio geografico, ma trasversale. Quindi scelgo delle caratteristiche morfologiche che si trovano in tanti posti e faccio un excursus sui vini che crescono su quel tipo di terreno o clima lì, solo che a questo giro ne stappiamo almeno 4 tipi o anche di più se siamo in tanti, e ci mangiamo cosine buonissime sopra.

Fondamentalmente al prezzo di una cena (mediocre) in qualsiasi ristorante di Amsterdam assaggi diversi vini del tipo che se non te li regalano tu ci pensi ben bene sopra se comprarli o meno, per via del prezzo, mica per altro, e ci mangi qualcosa come si deve, che non per nulla ho fatto la gavetta con tutti i cuochi pazzi che hanno lavorato all’ albergo dei miei. Perché diciamoci fuori dai denti pure questa, a me cucinare per e con i corsisti piace un sacco soprattutto perché finalmente posso fare quelle cose che o i vegetariani-minorenni di casa mia non apprezzano, o che hai davvero bisogno di un grosso gruppo di commensali perché vengano bene. (Evvai di impepata di cozze e insalata di polpo, che qui gli omega-3 mi scarseggiano).

E visto che abbiamo tempo a questo giro posso finalmente mettere al corrente importatori e produttori e enoteche regionali e APT, che ogni volta che racconto di quello che ho in ballo tutti a dire: fammi sapere, mi interessa, hai bisogno di un partner. Beh, cocchi, a questo giro vi prendo sul serio, hic Rhodus, hic salta.

D’ altronde con un programma così bello, che fai, ti tiri indietro?

10-04             19.30-21.00 geografia: Nord-ovest: le terre del Nebbiolo, € 25

17-04             18.30-21.00 corso con cena: I vini del freddo, € 39

24-04             19.30-21.00 geografia: Nord-est: le terre del Griso, € 25

08-05             18.30-21.00 corso con cena: I vini del vulcano, € 49

15-05             19.30-21.00 geografia: Centro: Le terre del Sangiovese, € 25

22-05             18.30-21.00 corso con cena: I vini del fiume, € 39

05-06             19.30-21.00 geografia: Sud: Le terre dei Greci, € 25

12-06             18.30-21.00 corso con cena: I vini della sabbia, € 39

19-06             19.30-21.00 geografia: Isole: Le terre in mezzo al mare, € 25

26-06             18.30-21.00 corso con cena: I vini del caldo, € 39

Informazioni: Barbara Summa, barbara@madrelingua.com, 0647 254 144

Iscrizioni: Istituto Italiano di cultura, Keizersgracht 564 
1017 EM Amsterdam

iicamsterdam@esteri.it www.iicamsterdam.esteri.it

tel.020 6263987 e 020 3302 683

fax 020 6383596

 

10 pensieri riguardo “Terre e vini d’ Italia, i miei nuovi corsi per l’ Istituto Italiano di cultura

  • 22 marzo 2012 in 11:47 am
    Permalink

    Perchè non abito ad Amsterdam?
    Soddisfa la mia ignoranza e spiegami dove sono le terre del Griso…. e io abito a Nordest…

    Risposta
    • 22 marzo 2012 in 12:54 pm
      Permalink

      Fa parte di quelle cose che non riesco a sistemare e per cui ho chiesto venia, allude al pinot grigio, che più unificante di ciò non mi viene in mente. Poi ItMom mi ha segnalato un Arneis Griso che però è nordovest. Diciamo che il Griso era un bravo di don Rodrigo e che in questo io mi metto nella posizione dei capponi a testa in giù.

      Risposta
  • 22 marzo 2012 in 5:19 pm
    Permalink

    Vengo in Olanda per un matrimonio il 27 aprile, se riesco a prendermi tutta la settimana precedente di vacanza io e Marco veniamo alla serata del 24 (che ti pareva è quella del Nordest, da bravi veneti come noiantri non ce la vorremmo perdere).
    Ma quanta energia hai che organizzi sempre queste cose fantastiche?

    Risposta
    • 22 marzo 2012 in 8:00 pm
      Permalink

      Giorgia, sarebbe fantastico (oh, se vieni pure il 21 ti vedi la piece di Benni e per questa volta hai fatto l’ en plein.) Poi perø`non mi fate le pulci sul veneto, va bene?

      Risposta
  • 22 marzo 2012 in 7:01 pm
    Permalink

    ciao Barbara
    anch’io a Nordest. Non è chiaro neppure a me il Griso… forse si può azzardare un “terre di confine”?
    E poi con tutti i vini del Collio.. io sto dentro a un vigneto
    saluti,
    Paola

    Risposta
    • 22 marzo 2012 in 8:03 pm
      Permalink

      l’ ho spiegato a Lorma, era un licenza poetica appunto perché dalle parti vostre, diorprosecco, come fai a generalizzare? Sul Collio non dirmi nulla. ho fatto lunedi una degustazione di vini friulani e ho dovuto lasciarla a met`causa figli e sbronza incipiente (hai voglia a sputare, assorbi alcol dalle mucose). Cioè, io il Friuli non ci sono ancora stata ma lo adoro, a prescindere. (E comunque il nordest sta sulla lista vacanze da almeno tre anni, mi arrivano le newsletter dell’ ente turismo in tre lingue, pure il tedesco che non lo so).

      Risposta
  • 23 marzo 2012 in 2:04 am
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    Se capitassi in un evento del genere mi arresterebbero per una serie di reati. -.-“

    Risposta
    • 23 marzo 2012 in 5:55 am
      Permalink

      Ma no, Matteo, ti metterei ad aiutare per distrarti, così ti renderesti pure utile alla società.

      Risposta
  • 23 marzo 2012 in 9:18 am
    Permalink

    Allora ti aspetto in Friuli, dai vieni! Sarebbe bellissimo. Pensavo giusto stamattina che cose così belle non le fanno neppure qui, ossia le degustazioni sono per gli esperti.. .ci sono le Cantine Aperte, in effetti, ma non mi risulta niente di strutturato così.
    Bella iniziativa!
    saluti,
    Paola

    Risposta
  • 23 marzo 2012 in 11:13 pm
    Permalink

    In Friuli ci sono anche i vini della zona denominata Grave (praticamente la parte a ovest della regione): meno rinomati di quelli del Collio, ma chi se ne intende sostiene che ci siano anche da queste parti delle ottime cantine; se vieni ti accompagno a visitarle! ciao ciao Maddalena.

    Risposta

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