Vergine e martire

Care le mie ragazze, ammettiamolo, ci crescono semplicemente con i valori sbagliati e noi che siamo brave ragazzine educate, ci crediamo, cerchiamo di viverli quei valori e poi arriviamo nel mezzo del cammin di nostra vita, e vuoi gli ormoni, vuoi l’esperienza, vuoi gli uomini giusti o sbagliati di cui il destino giammai è parco, insomma, tocca rivedere le cose.

E il principe azzurro, e Sir Gawain and the Green Knight, e il drago, e the damsel in distress, una alla fine si rende conto che una manicure in meno e qualche sfanculamento in più, davvero si sarebbe vissute meglio. Ma non è mai troppo tardi per cominciare, abbiamo l’esempio della zia Clotilde.

Per carità, io non mi posso lamentare, alla fin fine ho sempre sposato dei gentiluomini con cui non ci siamo mai fatti un torto, anche se Manfred, in effetti, con quella storia dell’architetto con cui è scappato quando stavamo riarredando l’orangerie del castello di famiglia in Baviera, ecco, Manfred oggettivamente è stato un tesoro, ma la pazienza, la pazienza signora mia che ci è voluta. Non a caso mia sorella allora e tuttora lo chiama Sturm und Drang.

Cioè, e creatura santa, ma non potevi fare come tutti che escono dall’armadio quando capiscono che in fondo in fondo, le donne sono una bella cosa ma è altrove che ti porta lo sturm e anche il drang? E siamo donne di mondo, ne potevamo parlare. E soprattutto mi sarei risparmiata un po’ di tutte quelle cure delle acque che ci è toccato fare per la tua cosiddetta nevrastenia, che mi stavo sciogliendo i calcoli e le gonadi a botte di acque salatine. E meno male che i clisteri li ho sempre rifiutati, invece da lì, forse mi sarei dovuta mettere una pulce nell’orecchio, che capisco che voi tedeschi siete salutari ed igienisti, ma queste cure de-tox di cui eri così patito che ti ficcano acqua in tutti gli orifizi un minimo sul qui vive mi avrebbero dovuto mettere. E se lo sapevo che bastava l’architetto bonazzo, guarda, avremmo subito restaurato la cappella di famiglia. Tu invece mi esci dall’orangerie con le mutande in mano, tesoro, ma un po’ di aplomb.

Cioè, che se io dovevo dare retta all’educazione e gli insegnamenti dovevo minimo cadere in deliquio, ma che ci posso fare se mi è venuto il singhiozzo dal ridere? E tua madre che voleva farla passare per crudeltà mentale durante la causa di divorzio, ecco, la mia sana abitudine agli sfanculamenti è nata lì.

Insomma, damselline mie, uscite dal distress che la vita moderna già ci procura tanto stress, e insieme cominceremo a smontare uno a uno tutti i miti, dannosi, che ci inculcano e ci impediscono di spiegare le ali. E il primo di cui ci dobbiamo liberare è proprio il complesso di Maria Goretti. Date retta a me, meglio martiri che vergini. Ci si diverte di più.

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