Scialba della Zozza e lo spritz

23-pc-lomonosov-tea-cup-set-24k-spoon-cobaltMes petit joujous siete anche voi alle prese con questa Indian Summer, più summer che indian, che proprio non vuole saperne di farsi autunno? Qui tra la rentrée dei pupi, il cambio di stagione, che una vorrebbe portarsi avanti e poi le tocca farlo due volte o anche tre se butta male, e il torneo di polo in piazza dei Musei ad Amsterdam questo weekend, che tutti questi poneys imbizzarriti che manco i cavalli delle carrozzelle dopo la pasticca del primo pomeriggio, sto davvero arrancando.

E insomma, tocca tirare avanti a botte di spritz, che qui è avanzato un sacco di prosecco, sono circondata da gente che è appena uscita dalla rehab e vanno avanti a succo di melograno spremuto e una povera donna arriva a sera e dopo aver controllato i compiti ai figli o si spara o si fa una dose congrua di spritz per arrivare in qualche modo almeno al dopocena.

E quindi Scialba vostra che vi vuole bene ha deciso di condividere questi piccoli trucchetti che mi stanno salvando la sanità mentale.

1) You never drink alone (ma quando capita, vacci piano)

Circondata come sono da minorenni ed astemi, e d’ altronde dopo l’ estate il fisco bussa alle porte e i rendiconti delle carte di credito rientrano tutti insieme, insomma, va bene berci sopra ma non esageriamo, ho scoperto che quando stappo i bianchi e le bollicine, mi conviene mettere in comodi bicchierini mono-porzione quello che avanza della bottiglia e congelarlo. Sono perfetti per uno spritz di consolazione (scegliete bicchierini il cui diametro massimo non superi l’apertura della teiera, per i motivi che vi spiegherò nel successivo punto

2) Quando perdi la brocca, attaccati alla teiera

Io sono per la scuola della brocca, quando si mixa, perché diciamocelo, il tumbler grande è stato pensato per il whisky e non per lo spritz, con buona pace dei baretti hipster che lo usano perché in lavastoviglie rende meglio del calice, a cui si spezza il gambo. E quando ti viene voglia di spritz e ti manca la brocca adatta, ecco, che deve fare una povera donna? Tira fuori la teiera grande del servizio Lomonosov, che dopo 5 generazioni ormai giusto quella e tre tazze grandi e due medie, sono rimaste, e tanto vale usarle. La teiera grande, rispetto alla piccola che comunque avevo rotto da piccina e quante me ne hanno dette, un trauma gioie mie, ha il vantaggio che i bicchierini di prosecco o bianco che avevate surgelato ci entrano. Basta quindi estrarli dal frigo, diciamo 3, passarli velocemente sotto il rubinetto dal lato esterno per far staccare il ghiaccio dal bicchierino, metterli nella teiera, aggiungere aperol o campari e soda nella stessa quantità, e potrete fare a meno dei cubetti di ghiaccio, che, diciamocelo, annacquano e rinfrescano, ma qui noi siamo per il concentrato.

Che poi il vantaggio di servire alle amiche lo spritz dalla teiera, è che i vicini si tranquillizzano e la smettono di chiamare i servizi sociali ogni volta che ci spiano in giardino mentre i bambini fanno survival in piscina. E se nella tazza ci mettete una fettina di arancio, invece che di limone, meglio ancora.

Insomma, contro il logorio delle madri moderne, andate di spritz che è una manosanta. In tutte le variazioni che i fondi di cantina e l’estro vi suggeriscono. Tanto poi per riaccompagnare le amiche a casa c’è l’ autista, perché la responsabilità al volante, soprattutto con le creature, è un dogma irrinunciabile.

E comunque bevete con moderazione, perché la vita è breve, le calorie ingestibili limitate e il girovita si perde nei meandri, ed è meglio giocarselo ad ostriche e caviale che a spritz. Che comunque, con moderazione e col caldo, la sua utilità ce l’ha.

Buon weekend mes petits pois, e lucidatela, quella teiera, ma lavatela rigorosamente a mano che la lavastoviglie per le decorazioni in foglia oro è funesta.

 

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