Foto Mammamsterdam

Allora, comunque sia che uno rimane incinto, che anche se è una cosa che si fa in due delle madri è scontato, ricordiamoci che anche il padre è coinvolto tanto direttamente.

Indipendentemente da come lo viene a sapere, per esempio, ma appunto, ognuno può aggiungere la sua (nei commenti, pliiis), potrebbe essere successo che:

  • aveva il presentimento fin dall’atto del concepimento, cioè, proprio se lo sentiva, ma non ha avuto il coraggio di dirlo a nessuno sennò lo prendevano per culo;
  • non si ricorda assolutamente come, quando, dove e perché potrebbe essere avvenuto detto concepimento (alcuni aggiungerebbero alla fila di cose che non sanno: e con chi, ma questo grazziadio non è il nostro caso);
  • trova sul lavandino in bagno un predictor e va a vedere su Google quand’è esattamente che è positivo o negativo;
  • gli viene comunicato da femmina esultante;
  • gli viene comunicato, en passant, da femmina indaffarata;
  • gli viene detto: siediti, dobbiamo parlare;
  • gli viene da dire senti un po’, ma non è già un bel po’ che non ti tornano? e sentirsi rispondere si, vabbé, non lo so, ma chissenefrega, poi vedremo, tanto basta aspettare;
  • si sente chiedere ma TU non avevi detto che ci stavi attento?
  • varie ed eventuali.

Poi, a un certo punto, è inevitabile comunicare la cosa al mondo. Anche questo può avvenire in svariati modi, ve li salto che gli elenchi come espediente letterario saranno pure una bella cosa, ma a volte impicciano. E questo è un manuale pratico, non letteratura.

Anzi, adesso che ci penso, comincio a mettere belle in grassetto le parole chiave dei vari paragrafi, così fate prima a consultarlo.

Diciamo che in genere, la prima volta che dopo l’annuncio uno guarda bene il neopadre, lo vede profondamente cambiato. A noi successe consapevolmente con Miguel Àngel, all’epoca nostro amico e vicino, e di quel giro di amici e vicini lui e Bo i primi a riprodursi.

Lo incrociammo in bicicletta per strada, il tempo di riconoscersi all’ultimo minuto, salutarsi e urlarsi: ci vediamo dopo. Il capo mi guarda, che l’annuncio glielo avevo dato io in differita:

Ma allora è proprio vero, mi fa. Ha quello sguardo…, quello che hanno quelli che aspettano un bambino. Il capo era turbato, devo dire.
Che sguardo, faccio io, in quel momento più sensibile a tenere una bici stracarica in equilibrio che ad ammirare il paesaggio.
Non so come dirti, quello sguardo scemo.

Sissignore, aveva perfettamente ragione. Da allora lo riconosco quello sguardo. E ha ragione il capo, è uno sguardo rincoglionito, che viene poi, successivamente, superato solo dallo sguardo del neopadre in fase di adorazione del bambino/a. Che quello si che è veramente ultra-mega-ricoglionito.

Ma lo sguardo scemo del neopadre, non prendiamolo in giro perché rappresenta un’importante categoria dello spirito. È lo sguardo di un uomo che ha scoperto l’immortalità, e in qualche modo ne è consapevole. Un uomo che sa che adesso, attraverso suo figlio, i suoi geni andranno oltre, non si fermeranno con lui. Non è più uno sfigato qualsiasi che ha messo incinta una donna, è un capostipite.

E forse, anche se non lo sa, nel retro della sua testa, in un angolino qualcosa ripete da sola e automaticamente, come le bandierine di preghiera tibetane che sventolano al vento e lanciano nell’universo un messaggio, ecco da qualche parte una vocina nella testa del neopadre gli ripete ininterrottamente:

E Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.

Un patriarca, improvvisamente rischia di sentirsi un patriarca biblico. La sua linea non finirà con lui. Ha compiuto il suo dovere riproduttivo. È ora di uscire con gli amici e sbronzarsi per festeggiare.

Ma lo sguardo, non sottovalutiamolo. È lo sguardo di un uomo che guarda nel futuro, e come vedremo successivamente, ciò rischia di influenzare anche un paio di cose che si riferiscono al presente.

Una preghiera alle neomadri: non sottovalutatelo neanche voi, anche se so che siete in balia degli ormoni e di tutta un’altra serie di cose che al momento vi impicciano il presente. Perché voi in questo momento siete proprio tutte concentrate sul presente, quindi capisco che a volte si faccia fatica a comunicare con uno che invece vede solo il futuro. Il trenino. La piattaforma petrolifera Lego che comprerà. L’elicottero dei pompieri. Il primo fidanzato della figlia, che odierà, ne è sicuro fin da ora, anzi, se solo ci pensa già lo vedi che digrigna i denti.

Come diceva mia nonna: bisogna compatirlo.

Abbiate pazienza per questa regressione all’infanzia proiettata in avanti, è che prende il posto della pancia, negli uomini. Ed è anche il bello di vivere in due una gravidanza, e nello specifico la prima. Godetevela, che è un momento di grazia, che poi, in quelle successive, assumerà dimensioni diverse.

Questa invece è proprio tutta vostra, un regalo tutto per voi due (fatte salve le interferenze esterne, che ci sono, eccome se non ci sono. Guarda qui, io mi sono messa addirittura a scrivere un manuale).

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