Scialba della Zozza e l’uso strategico della bocca per allietare la quotidianità

boccaBonjour mes petits amis, mi state bene, vi sono mancata? eh, si, quest’inverno mancava la neve ed invece di andare a St. Moritz abbiamo optato per una crociera in veliero, poi il vento è caduto, poi sono arrivati i Quaranta Ruggenti, poi il marinaio è sempre il marinaio e noi ne avevamo una quarantina a bordo, insomma, sono stata un pochino off-line.

E in mare, specie quando cala il vento, sapete come va a finire, si diventa meditativi, occorre inventarsi un modo per passare il tempo e com’ è, come non è, mi sono ritrovata a riflettere su tutte le belle cose che facciamo quotidianamente e per cui usiamo la bocca.

Voi ci avevate mai pensato? alle infinite prospettive che una bocca, truccata adeguatamente, ovvio, che apre nei momenti di noia e quotidianità?

Poi consideriamo che Dior non fa shipping a domicilio all’ altezza del 23esimo parallelo e quindi la soluzione migliore quando ci si sta per imbarcare sono le soluzioni di maquillage semipermamenti.

Il laser per depilarsi definitivamente (si, so che state per chiedermelo, anche lì, e dopo tanti ripensamenti e considerazioni l’ho fatto anche’ io, non mi vedete un pelo che sia uno sulla lingua). Lo smalto al fornetto, basta scegliere bene un colore che stia su tutto che poi in mezzo ai Quaranta ruggenti hai voglia ad abbinare. Io ho scelto una sfumatura sobria, il nr. 35 Alito di Paguro nella conchiglia, che col tema marinaro sta tanto bene. E infine, si, infine, il trucco permanente a bocca e occhi, una cosina leggera visto che in veliero si sta sempre un po’ più informali che in yacht.

La cosa fondamentale è abituarsi a vedersi sempre truccata alla perfezione senza lasciare macchie di rossetto in giro. No, ma davvero, Chi ha quindi quegli amanti un pochino feticisti, quelli che godono di più a vederti con le macchie di Coral Red o Plum Extreme sparse su lenzuola, biancheria intima, tende della doccia, guancia della suocera ai saluti di rito, che a farsi fare un pompino come si deve, ecco, deve cambiare trucco o cambiare amante. Quello che al momento è più semplice. In veliero, mi dicono, si fa prima a cambiare amante.

Vi elenco quindi in comodi punti consultabili, che sono rientrata dopo 8 mesi di navigazione quasi in solitaria, a parte i quaranta marinai, tutti ruggenti, per accorgermi che in Bloggolandia di questi tempi vanno di moda i post a punti. Il che mi conferma che nessuno è più in grado di concentrarsi su nulla e che ci attende un futuro di sveltine appoggiati alla basculante del garage. Ma come dice sempre il Vate, “chi si accontenta gode”. Vai con i punti.

1) In barca nessuno ti porta il caffè a letto perché si rovescerebbe per strada. Occorre quindi farselo da soli ed ho scoperto che per svuotare l’imbutino della caffettiera il modo migliore è inclinarlo sopra la pattumiera e soffiarci dentro dal lato opposto. Poi si lava il tutto e si ricarica la macchinetta. Semplice, no?

2) Dimentichiamoci anche le uova alla Benedict, l’unica speranza di non spalmare la colazione sull’oblò alla prima straorzata del timoniere (che come straorza quell’uomo lì, un poema) è mangiare solo uova sode. Per sgusciarle rapidissimamente basta fare due buchini piccini ai poli opposti dell’ uovo, poggiare le labbra su uno dei due e soffiare forte. L’uovo si stacca magicamente dal guscio ed esce, forzandolo, dal foro opposto. Non provateci con l’amante, non a 2000 miglia nautiche dal porto più vicino.

3) Non avendo neanche nessuno a rifarti il letto, ed essendo lo spazio in cabina quello che è, le lenzuola non si possono ripiegare in due persone. Anche qui la boccuccia santa viene in nostro aiuto, soprattutto a chi non ha l’apertura alare del condor. Basta afferrare le due cocche opposte del lenzuolo dal lato più corto, afferrare tra le labbra o i denti più o meno il centro e tenendo così fermo il lenzuolo si possono accoppiare le due cocche da un lato tenendole con una mano sola e ritrovandoli l’ altra libera per afferrare il lato opposto. Facile, no?

Ricordatevi, met petits choux de Bruxelles, la bocca risolve tante, ma tante situazioni quotidiane a cui non avreste mai pensato. Fatene tesoro, e fatemi sapere.

Natascha Alba von der Tschotzka

Professione: ereditiera. Ben nata, ben sposata, ben divorziata, ben vissuta, una prece.

8 pensieri riguardo “Scialba della Zozza e l’uso strategico della bocca per allietare la quotidianità

  • 4 Luglio 2014 in 2:50 pm
    Permalink

    anche per tenere il mazzo di chiavi per trovare quella giusta quando sei davanti al portone di casa, sotto la pioggia, con 2 buste di spesa nell’altra mano e due figli ribelli che vogliono provare a vedere fin dove possono spingersi nel disubbidirti. la bocca serve. sempre.

    Risposta
    • 4 Luglio 2014 in 10:02 pm
      Permalink

      rieccola, io invece devo farmi rivedere e risentire, è parecchio che ci siamo perse la strada, vero Sciura Pina?

      Risposta
  • 4 Luglio 2014 in 9:04 pm
    Permalink

    Regge il cappuccio dell’ago della siringa mentre tu scappell ehm scappucci la medesima e ti accingi ad aspirare la fiala nell’altra mano.

    Risposta
    • 4 Luglio 2014 in 10:03 pm
      Permalink

      Utile anche per morfinomani, in effetti, che tirare di coca `e diventata una cosa tellement “ordinaria”

      Risposta
      • 5 Luglio 2014 in 7:37 am
        Permalink

        Sì, la morfina ha quello chic tardo-ottocentesco inglese, già…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: