Bambini e bilinguismo: opportunità e miti

Io e mio fratello siamo cresciuti in una famiglia bilingue, così i nostri figli e io ho l’aggravante di aver studiato linguistica specializzandomi nel multilinguismo dei bambini. Nonostante ciò crescere i miei figli da bilingue è stato difficile anche in una città internazionale come Amsterdam (che peraltro avevo scelto proprio in quest’ottica).

Partecipando in molti forum di genitori che vivono all’ estero mi rendo conto che in quasi cinquant’anni non è cambiato molto a livello di percezione sui bambini bilingue, quando viviamo in paesi prettamente monolingue. I genitori che emigrano si preoccupano sempre delle stesse cose, hanno sempre delle idee che non corrispondono alla realtà e si fanno delle paure che il notevole corpo di letteratura scientifica che mi sono puppata negli anni tenderebbe a confutare, ma bisogna che qualcuno glielo dica.

Anche gli insegnanti sono quasi sempre impreparati ai bambini stranieri che si ritrovano in classe: è un peccato che sia in Italia che nei Paesi Bassi e persino ad Amsterdam, appunto, ci sia così poca preparazione nelle scuole nel capire perché un bambino bilingue, o magari appena arrivato da un altro paese, vado valutato ed aiutato a scolarizzarsi.

Il bel post di oggi di Linda Bertola per genitoricrescono sui miti da sfatare sulla seconda lingua secondo me sarà preziosissimo proprio per genitori e insegnanti di bambini trasferitisi da un altro paese. Leggetelo e tranquillizzatevi.

E come se non bastassero i pregiudizi e le paure degli adulti, tendiamo di solito a scordarci che tanto, di riffa o di raffa, nei bambini è la spinta alla socializzazione con i coetanei e il desiderio di appartenenza al gruppo a fargli imparare (o meno) seriamente una lingua. Un po’ come quelli che si fidanzano con gli stranieri e ciò li motiva ad imparare lingue che magari non gli erano mai entrate in testa (ogni riferimento personale è casualissimo ovviamente). Di questo scrivevo nel 2009 sull’influenza dell’ambiente e del gruppo dei pari. Una situazione molto nota a quei genitori che una volta trasferitisi all’ estero notano come i figli possano rifiutare la lingua di famiglia. Non occorre preoccuparsi più del necessario o dare addosso al bambino, basta rispettare le sue sensibilità in presenza degli amici ma insistere in famiglia a parlare insieme la lingua madre dei genitori.

Risorse per chi vive all’estero

E per aiutarli a “recuperare” oggi che abbiamo Skype, i voli low-cost, i film su youtube e infinite risorse su Internet, approfittiamone. Vi indico alcuni esempi:

  1. Qui vi racconto di una nostra esperienza di scuola in Italia per alcuni giorni che è stata preziosissima per far fare un balzo in avanti ai miei figli. So di altri amici che ci sono riusciti, se trovate una scuola disponibile ad accogliere i vostri figli per qualche giorno, magari in classe con amici o cuginetti, vi inviterei a provarci.
  2. Ho appena saputo di una nonna meravigliosa che sta preparando il nipotino alla prima comunione in Italia facendogli le lezioni di catechismo settimanalmente su Skype. Si è messa d’ accordo col parroco, ha concordato il programma con i catechisti e si sono messi al lavoro.
  3. A me da piccola per il polacco hanno fatto moltissimo delle colonie estive meravigliose in montagna che peraltro erano pensate apposta per i figli dei polacchi all’ estero. Nel gruppo non trovavo solo coetanei polacchi, ma altri ragazzini che come me condividevano l’ esperienza del bilinguismo in un altro paese. Per questo ultimo gruppo c’era sempre qualcuno che ci si metteva accanto un’ oretta al pomeriggio a farci leggere e scrivere, abilità che poi coltivavamo nello scriverci con gli amici che ci eravamo fatti in colonia. I bambini nel 2009 per una questione di praticità ed emergenza hanno frequentato per una decina di giorni la colonia giornaliera del comune in cui sono cresciuta io. Oltre a saperli in buone mani, visto che con coordinatrice e cuoca ci conoscevamo da bambine, a loro è stato utilissimo come confronto culturale. Intanto hanno imparato sul campo le maniere a tavola in stile italiano, poi si sono fatti un corso accelerato di sessismo ed omofobia che mi è toccato aggiustare come potevo, infine parlavano senza smettere un secondo e hanno continuato a parlare italiano tra loro per tutto un periodo dopo il rientro in Olanda.
  4. Il predominio della lingua scolastica non va neanche sottovalutato. So di una famiglia con quattro figli che hanno sempre frequentato British School o International school, la cui lingua di casa è l’italiano e l’olandese non l’ hanno mai imparato e hanno sempre socializzato piuttosto all’ interno della scuola, che anche tra fratelli alla fine si parlano solo in inglese fra loro e con l’ italiano fanno fatica. Quindi chi sa di spostarsi diverse volte nella vita e sceglie appositamente un sistema scolastico presente in molti paesi all’ estero per dare continuità almeno a quello, potrà trovare utile questa bella rubrica di Expatclic con riflessioni ed esperienze su vari sistemi scolastici.

Risorse per chi vive in Italia

Insomma, a livello teorico possiamo interrogarci se esista o meno il bilinguismo perfetto, ma per i nostri figli potrebbe aiutarci leggere questi esempi per tranquillizzarci, trovare idee, capire quali sono i miti a cui non dare retta. E per chi non ha una famiglia bilingue e vive in Italia, ma ci tiene a far imparare da subito una seconda lingua ai propri figli, consiglio la sempre benemerita Letizia di Bilingue per gioco.

4 pensieri riguardo “Bambini e bilinguismo: opportunità e miti

  • 19 aprile 2016 in 10:16 am
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    Barbara, come sai anche noi abbiamo iniziato il percorso di bilinguismo anni fa. Proprio in questi giorni riflettevo sono già sette anni. Sono stata una delle prime a scoprire il lavoro di @letizia e ne ho fatto l’uso migliore che potevo. Da allora ho studiato parlato e raccontato molto di bilinguismo infantile. Una scelta faticosa soprattutto per le famiglie monolingui in italia. Non sapevo finché sarei riuscita a tenere, temevo come altre di lasciare andare a un certo punto. E invece mio figlio continua parlare inglese con me e con chiunque non parli italiano. E’ una lingua che sente molto sua non la usa in maniera artificiale. A volte è stato più facile altre più difficile. Ma rifarei tutto dal primo giorno. Con tutta quella fatica bestia, sì rifarei tutto. Un abbraccio. Silvia

    Risposta
    • 19 aprile 2016 in 6:19 pm
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      sei stata bravissima, io se non l’ avessi già avuta in casa la seconda lingua non so se ce l’ avrei fatta

      Risposta
  • 11 maggio 2016 in 5:12 pm
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    Salve!? sto per trasferirmi ad Amsterdam con il mio compagno e nostra figlia, che ha due anni. Mi consigliate una British School, International School oppure una scuola olandese? Noi siamo italiani, il mio compagno parla inglese ma non ha mai provato a parlarlo con la bambina. Io conosco ciò che mi era sufficiente di olandese per lavorare in gelateria e stessa cosa di Inglese…
    Grazie in anticipo per gli eventuali consigli!

    Risposta

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