Anno nuovo routine nuova, quest’anno con due figli alle superiori, in due scuole diverse, con orari diversi, abbiamo apportato dei miglioramenti alla nostra routine scolastica  trust-and tried  di cui vi avevo parlato qui.

 

Se lo vedo esiste

Dopo anni di insistenza ho convinto mio marito a foderare i libri con la plastica trasparente (non autoadesiva, perché i libri li dobbiamo restituire). Il fatto è che io sono un tipo fortemente visivo e tutto quello che non vedo sparisce dalla mia attenzione. Inoltre abbiamo due figli con due set di libri per le superiori, parecchi dei quali corredati di due sussidiari per fare i compiti. Lo scorso anno ho almeno tentato di insistere di usare carte con motivi diversi per i figli diversi e le materie diverse, ma è stato un complicarsi inutilmente la vita, e anche tutti questi colori diversi – rigorosamente privi di rosa e fiorellini, che invece erano la maggioranza -non è che si trovassero in giro.

La plastichina trasparente ha il vantaggio che vedi al primo colpo d’occhio di che libro si tratta e se è un libro di seconda o di terza.

Il secondo vantaggio si è rivelato esattamente al secondo giorno di scuola di figlio 2, che pioveva che dio la mandava e al mio rientro ho trovato vestiti e scarpe bagnati fradici ovunque, ho scoperto che lo zaino Invicta è meno impermeabile di quanto ci illudessimo e si poteva strizzarlo, ma che i libri, grazie alla plastichina, erano solo un po’ umidini agli angoli.

Lo stesso criterio di uniformità lo abbiamo applicato ai quadernoni. Appurato che per i miei figli il sistema di quadernone multimateria con gli anelli (di cui vi parlavo nel post linkato sopra) non funziona, abbiamo deciso che ognuno di loro si sceglieva un colore di quadernone (rosso il grande, nero il piccolo) almeno si riconoscono a distanza se e quando li lasceranno in giro per casa. Abbiamo anche appurato che uno ama distinguere tra quaderni a righe e a quadrettoni, mentre l’altro preferisce solo i quadrettoni e pace.

Pianificazione per distratti

Per chi ha una diagnosi di ADHD la pianificazione è il grande buco nero in cui spariscono le buone intenzioni della giornata. Vi avevo già detto della nostra lavagnona in cucina, dove ognuno di noi ha la sua riga per tutta una settimana, e in cui la domenica sera segniamo le attività lavorative, scolastiche e ricreative di tutta la famiglia. In questo modo i figli possono sempre guardare chi di noi è a casa, chi di noi è in trasferta e anche chi di noi li accompagna se ci sono trasferte. I figli ogni giorno si segnano l’orario di entrata e uscita a scuola, se hanno ginnastica – ricordati di portare la tuta – e altre attività e quando ci sono feste o amici in visita ci segniamo anche quello. In questo modo basta un colpo d’occhio per capire gli altri dove sono collocati geograficamente e se è il caso di arrangiarsi con merende e/o cene.

Deus ex-machina

Ci sono delle cose che sono a carico di una persona specifica in casa:

  • mio marito è quello che ci ricorda di compilare il planning e se ci sono cose particolari sa che è meglio che ce le ricorda la sera prima o la mattina prima di uscire. Se ci sono persone con deficit di attenzione o semplicemente molto distratti in famiglia, meglio mettersi l’animo in pace, darsela come routine e contemporaneamente scaricarne delle altre responsabilizzando gli altri, ognuno secondo le sue capacità.
  • figlio piccolo è il Master of the lavastoviglie: ogni volta che vede che un ciclo è finito la svuota, che sembra una stupidaggine, ma significa anche che la si può riempire di nuovo e in una casa con la cucina a vista nel soggiorno fa molto, in termini di ordine apparente. Lui è uno che quando qualcosa finalmente è inserita nella sua routine è precisissimo e ogni organizzazione famigliare ha bisogno di queste piccole certezze.
  • io sono la capo-intermiera: tutto quello che ha a che fare con visite, ricette, controlli, appuntamenti lo gestisco io
  • maschio alfa è Head of Planning, ma anche Planner of Head Affairs: è quello che decide che è ora di spuntare i capelli e prende appuntamento col barbiere Mario, portandosi dietro i figli, che ormai sono grandi (“E. vuole i capelli così e cosà per piacere alle ragazze”  ha accusato il piccolo sabato scorso. E. si è limitato a ridacchiare senza confermare e senza smentire.)
  • figlio 1 è il Caregiver: da quando gli stanno passando le paturnie adolescenziali controlla che tutti siano felici, che ci sia abbastanza pane e latte in casa per la colazione e se qualcuno sta occupandosi della cena, altrimenti prova a fare lui delle proposte. Visto che suo fratello nel frattempo ha imparato a fare il risotto con minime indicazioni iniziali e che a furia di guardare Casa Surace entrambi sanno come si fa il ragù di carne, la mia speranza è che quanto prima qualcuno faccia il salto di prendersi una corvée di cucina.
  • figlio 1 è anche quello che una volta alla settimana pulisce le scale. Mentre ultimamente entrambi hanno capito che con richieste minime gli tocca passare l’aspirapolvere in soggiorno e pace.
  • Ultimamente i due Grandi Gestori del bucato stanno iniziando a convincere i figli a imparare a prendersi cura anche dei vestiti. Vi saprò dire verso Natale se ci siamo riusciti. Già che abbiano imparato a mettere i propri panni sporchi nel cesto è una prima vittoria.

Location, location, location

Come dicono gli agenti immobiliari, ci sono tre fattori che fanno il prezzo di una casa: location, location, location. Quindi nella continua ricerca di un posto più furbo per le cose di uso quotidiano i libri di scuola sono passati dalle rispettive librerie in camera propria prima alla scrivania dello studio condiviso e alla fine in soggiorno, vicino alla porta di uscita. In questo modo la sera le borse si preparano e si lasciano vicino alla porta, al rientro da scuola i libri vengono tirati fuori e rimessi nello scaffale e chi vuole fare i compiti in compagnia sul tavolo di cucina li ha già lì, chi ha bisogno di concentrarsi se li porta in camera o in studio, ma poi li riporta giù.

Idem l’abbigliamento da ginnastica a scuola ha trovato posto in un cassetto della cucina vicino alla lavatrice-asciugatrice, tanto si lava, si asciuga, non si stira e sta lì sottomano quando si prepara la borsa. Il cassetto in cima è quello dedicato a medicine e pronto soccorso. Scarpe, sciarpe e giacche sono vicino alla porta di casa, mentre sul lato esterno dell’armadio abbiamo messo dei ganci per appenderci le borse di uso più frequente. Anche la mia borsa del Ju Jitsu sta da quelle parti, sempre per il concetto: lavi, asciughi, imborsi e sei pronta a scappare quando è ora.

Idem il cassetto delle chiavi e quello delle tessere e dei pass, vicino alla porta, con sopra la mensola con specchio e spazzola per capelli per l’ultima allisciata prima di uscire.

Insomma, io sono la persona più caotica del mondo, ma proprio per questo mi devo semplificare la vita con alcune routine che non hanno bisogno di decisioni e ripensamenti volta per volta, ma stano lì per aiutarci a gestire il quotidiano.

Spero di avervi dato qualche dritta su scorciatoie a cui non avevate pensato in proprio, e vi ricordo davvero la lavagna, perché come ci ha salvato la vita lei, nessuno altro mai.

Buon inizio di anno scolastico.

 

 

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