Taglie francesi

Eh, si, mi è capitato di nuovo. Provarmi una meravigliosa giacchina avvitata in pelle nera taglia 48 e non riuscire nemmeno lontanamente ad avvicinare i lembi (per non parlare della lampo da tirare su, forget it). “Sa signora, sono le taglie francesi” mi fa la sciura, anche lei una 54 abbondante, ad occhio e croce. Ci siamo capite al volo.

Le taglie francesi, dio le benedica. O quantomeno le ciccione, le formose e le splendide abbondanti. Come me. Perché ci fanno da alibi perfetto, e le commesse lo sanno benissimo, sante donne. Ma no cara, non sei tu che sei rientrata dal giro del tartufo in Piemonte e sei una balena, sono solo le taglie francesi. Per questo non ti entra più niente.

Da inventare, se non ci fossero, le taglie francesi, anzi, io lo so, ne sono sicura e lo metto per iscritto sul mio blog: le taglie francesi non esistono, sono un complotto della CIA per salvare McDonald e l'”all american lifestyle”. Ecco, adesso so per certo che ogni volta che mi azzarderò a penetrare lo spazio aereo americano, mi arrestano o mi tirano giù con un missile.

Le taglie francesi: restano un mito, perché a me come si vestono le francesi non mi piace poi tanto. Allora com’è che ogni volta che trovo una cosa che mi piace, si scopre che è una taglia francese? Misteri della fede.

Le vittime sono e restano le vere taglie francesi, tutti gli esseri umani lunghi e sottili, come me, mio fratello e miei cugini da piccoli (ragnetti, ci chiamava la zia giovane, perché avevamo queste zampette lunghe e smilze). I miei figli, uguali. La curva di crescita in cm sta sopra la media, quella in peso esattamente sulla media. Anch’io che con la matematica… non tanto… se c’ero dormivo, capisco qual’è l’inguacchio. Tantevvero che una taglia francese che sia una, per loro, non la trovo mai. Comunque, figli miei, se seguite le orme di famiglia, un paio di ormoni, una pubertà goduta secondo tutti i crismi (fino ai 37 anni, eventualmente, come i vostri zii), e le taglie francesi ce le scordiamo. O meglio, ce le ricorderanno tutte le volte che non ci entra quella cosa bellissima che abbiamo visto in vetrina.

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