Le ossessioni igieniche della casalinga olandese

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Anche le pulizie sono culturalmente determinate, non so se ci avete fatto caso. All’epoca dei post sulle varie ossessioni igieniche, sanitarie e ospedaliere degli italiani all’estero vi avevo promesso per par condicio quello sulle ossessioni di pulizia degli olandesi.

E ci ho messo tanto, ma tanto tempo, perché è da prima del secolo d’oro che gli olandesi, e in particolare le casalinghe olandesi sono famigerat pardon, volevo dire rinomate per certe loro manie di ordine, pulizia e igiene. Pensate solo al marchio dell’Olandesina per certi prodotti di pulizia. E se su Google cercate Olandesina e pulizia troverete un mucchio di imprese di pulizia italiane che hanno adottato questo nome. Qualcosa, quindi vorrà pur dire.

Di questa ossessione olandese per la pulizia, la nettezza, l’ordine ci hanno riferito tanti viaggiatori, soprattutto inglesi, che visitavano le province unite ai tempi, ma anche dei nostri, come Guicciardini e sull’Olanda in particolare cito le parole di Edmondo De Amicis:

“In quel mentre la fantesca faceva la pulizia, e il mio ospite la commentava: “Per avere un’idea di cos’è la pulizia da noi,” diceva “bisognerebbe tener dietro per un’ora al lavoro di queste donne. Qui s’insapona, si lava e si spazzola una casa tal e quale come una persona. Non è una pulitura, è una toeletta. Si soffia nella commessura dei mattoni, si fruga negli angoli colle unghie e cogli spilli, si fa una pulizia minuta al segno da stancare la vista non meno delle braccia. È una vera passione nazionale. Queste ragazze, che sono ordinariamente flemmatiche, il giorno stabilito per la pulizia, escono dal loro carattere, diventan frenetiche. Allora noi non siamo più padroni della casa. C’invadono le stanze, ci scacciano, ci spruzzano, mettono ogni cosa sottosopra; per loro è un tripudio; sono come le baccanti della pulizia; si esaltano lavando.”

Gli domandai da che credeva che derivasse questa sorta di mania per cui è famosa l’Olanda. Mi disse le ragioni che mi dissero poi mille altri: l’atmosfera del loro paese che intacca straordinariamente il legno e i metalli; l’umidità, la ristrettezza delle case e la moltiplicità degli oggetti, che favoriscono il sudiciume; la sovrabbondanza dell’acqua che agevola il lavoro; un certo bisogno dell’occhio, a cui la pulizia finisce col parere bellezza; e infine, l’emulazione che spinge tutte le cose all’eccesso. “Ma non è questa” soggiunse “la parte più pulita dell’Olanda: l’eccesso, il delirio della pulizia lo vedrà nelle provincie settentrionali.””

Un’altra spiegazione che ho trovato deriva dalla diffusione dell’industria lattiero-casearia nei Paesi Bassi: il latte a contatto con i microrganismi va subito a male, e quindi l’abitudine a tenere perfettamente puliti i locali per la sua lavorazione ha portato con sé il mito della pulizia come mito fondante del paese, su cui poi si è innestato il calvinismo, la santità espressa dalle opere e dal lavoro duro e basta, non ci siamo più liberati della nomea e del groene zeep.

Capite quindi che per farvi un excursus un minimo motivato mi sono persa alla ricerca di fonti ed è per questo che ho perso del tempo. Quindi vi salto a piè pari tante belle cose che avevo trovato, e passo subito al dunque.

La specializzazione è tutto

Le casalinghe olandesi una volta si accontentavano del groene zeep, ovvero un sapone liquido di colore verdastro ricavato dall’olio di canapa, mentre adesso che si usano altri olii vegetali è più spesso marroncino, che era il prodotto universale di pulizia. C’era anche chi lo riteneva ideale per lavarcisi i capelli contro i pidocchi. Poi siccome il commercio è un’altro dei miti fondanti olandesi, per diversificare la produzione e la vendita di più prodotti, il marketing ha creato il mito del prodotto specializzato. Nei prossimi paragrafi  ve ne indicherò qualcuno in più, ma pensate soltanto che l’azienda di prodotti di pulizia HG è olandese (e se vi fate un giro tra l’assortimento scoprirete cose da pulire alle quali non avevate mai pensato). Io ogni volta che entro da un ferramenta mi perdo davanti allo scaffale dei prodotti specifici.

La varechina

Quando leggo nei forum italiani la disperazione di chi non trova l’ACE mi viene da sorridere con tenerezza mentre penso: dilettanti. Andate a cercare i prodotti a base di cloro in Olanda andate. Solo per capire la differenza tra dunne bleekdikke bleek, ovvero la varechina meno e più densa, e quando e qualcome applicare l’una o l’altra ci vuole un Master in economia domestica. Per non parlare delle concentrazioni. Diciamo per spicciarci che quella densa si usa per pulirci il gabinetto, in quanto essendo appunto densa scivola più lentamente lungo le pareti del vaso. L’altra più o meno diluita serve per candeggiare, lavare altri tipi di superfici, igienizzare. Ma anche questi in fondo sono diventati prodotti obsoleti, sostituiti da infiniti prodotti specializzati. L’orlo del water ce lo ripuliamo negli angolini col becco d’anatra, ma le alghette nere che crescono sotto il livello dell’acqua hanno la pasticcona specializzata da metterci la sera e far agire tutta la notte (queste sono le perle di pulizia che scopro grazie a mia suocera, vi sembro il tipo che si formalizza per un’alghetta nel water?)

E per quanto riguarda la candeggina delicata per le camicette senza straaaaappp!, si passa al livello successivo, ovvero

Il mito del bucato

Voi quanti detersivi avete per la lavatrice? Prima che ci appioppassero anche quello speciale per i vestiti neri, intendo. Io ai miei tempi quello normale e quello per lana e delicati. Dopo tutti questi anni la lana e i delicati sono diventati così rari nel mio guardaroba, che boh, non so neanche più se ne ho ancora uno apposta.

Ma la casalinga olandese, imprescindibilmente ha sempre il detersivo per il bianco e quello per i colorati. E ultimamente quello per il nero. Che alla fine, mi raccontava uno dei miei primi clienti che lavorava nel settore e gestiva il marchio di prodotti per la pulizia italiano che la sua holding possedeva, la differenza fondamentale è che il detersivo olandese per i bianchi ha l’ACE incorporato. Bastava così poco.

Solo che appunto, sempre questo mio corsista mi confessava come in tanti anni che trattava questo marchio, sua moglie, olandese, si era sempre rifiutata di usare il loro detersivo per il bucato in lavatrice perché le mancava la differenza tra bianco e colorati. Un detersivo unico, per bianchi e colorati, semplicemente non rientrava nella sua visione del mondo, impossibile che pulisse bene. E questo a prescindere dalla umana predisposizione di tutti i casalinghi e casalinghe, italiani e olandesi, alla fede nel

Trattamento delle macchie

Bene, noi abbiamo allora l’ACE. Vi ricordate quante macchie di erba da divise sportive sono state annientate dal pretrattamento? La casalinga olandese, penso sempre a mia suocera, ha come minimo una quindicina di boccettine (magari della HG) nel cassetto della cucina, ognuna dedicata a una tipologie diversa di macchie: e l’inchiostro, e il sangue, e quelle di frutta e verdura, e non ci scordiamo la ruggine, il caffè, il vino rosso, più infinite altre suddivisioni delle due macrocategorie: organiche e inorganiche.  Senza contare il pretrattamento con gli enzimi, che anche il prodotto enzimatico contro le macchie generiche e gli aloni, e che ce ne vogliamo privare?

E io, ingenua, che ero rimasta al sangue che va messo in ammollo in acqua fredda, l’inchiostro che si toglie con l’alcol denaturato, il vino rosso che si sciacqua prima con il vino bianco, e pace. Come si vede che mi manca la vocazione.

Ma la specializzazione non è tutto

E infatti nonostante questo spirito delle infinite boccette per usi specifici rimangono a tenere il forte anche dei prodotti evergreen per tutte le occasioni, come il sunnominato groene zeep ma soprattutto lui, il campione, il prodotto universale ovvero l’allesreiniger, che come dice il nome: nettatutto. E non ci dimentichiamo neanche del Jif, il prodotto leggermente abrasivo che da noi si chiama Cif, e che io che sono una barbara culturale sostituisco semplicemente con un po’ di polvere di bicarbonato.

E le vogliamo lavare le finestre?

No, vabbè, sulla pulizia delle finestre qui non li batte nessuno. E date le dimensioni delle finestre, ce ne sono di metri quadri da lavare. Una delle cose p^ù stupefacenti, specialmente per chi abita in provincia, di cui riferiscono gli stranieri freschi di Olanda è: ma quanto spesso le lavano le finestre? Ma sta per piovere, perché la mia vicina sta in bilico sulla scaletta a passare il daino? E niente, qui sarà il buio, i finestroni, il calvinismo, le vecchie scuole di economia domestica, il culto delle finestre pulite è una cosa seria. con relativo parco prodotti e accessori. Spesso e volentieri c’è chi fa un abbonamento con la ditta specializzata che un tot volte l’anno arriva con la scaletta, l’ascensorino, il compressore e lava tutte le finestre del condominio o della schiera. Ce l’avevamo compreso nell’affitto di una casa tanti anni fa, quando i figli erano piccoli, io facevo le notti insonni e mi appennicavo dove e come potevo, per svegliarmi delle volte di soprassalto perché dall’altro lato della finestra qualcuno stava tirando su una scaletta. Mai mi sono lamentata, tiravo le tende e via.

Ma voi le pareti le lavate?

Questa è un’altra delle cose che ho imparato qui. Prima di pitturare una parete qui la lavi con il Saint Marc al profumo di pino diluito in un secchio d’acqua. Siccome la pittura più comune è il latex, che quindi è lavabile di suo, darti una lavata alla parete è la cosa più comune del mondo. Lavi, lasci asciugare, e senza macchie e patine, magari unte, la pittura fresca aderisce meglio e ne usi di meno.

Le altre pareti regolarmente lavate sono quelle del bagno, in quanto il grosso delle case in affitto hanno la doccia a cielo aperto, al massimo con una tendina davanti, e quindi in ogni doccia è previsto un tergivetri per tirar via l’acqua dalle piastrelle quando hai finito. Questo evita la goccia che si asciuga sulla piastrella, con conseguente alone bianco di calcare. Magari voi non usate altro, ma per me questa è stata una delle scoperte del vivere in Olanda.

Lavare i piatti

Il cielo benedica la diffusione delle lavastoviglie, perché se guardiamo al metodo classico di lavare i piatti in Olanda la povera italiana soffre. Innanzitutto se non hai tempo di lavare i piatti subito devi almeno spazzolarli a secco con lo spazzolino per i piatti. Ma in genere i piatti vanno lavati immediatamente, e quindi in genere in 20 minuti ti sei seduto, hai cenato, hai lavato i piatti e, data la mancanza degli scolapiatti nel pensile, li hai anche asciugati e messi a posto. Il che crea fantastici momenti di coesione famigliare e chiacchiere in intimità tra quello che lava e quello che asciuga.

Quindi si inizia con il riempire il lavandino, di solito singolo, di abbondante acqua bollente saponata. Con o senza guanti e comunque rischiando l’ustione spazzoli i piatti e li metti insaponati e tutto sullo scolapiatti sul piano accanto al lavandino. Lì sgocciolano un po’ fino a quando qualcuno li prende e li asciuga. Risciacquo, non pervenuto. Cosa peraltro che fanno anche nei locali e certe volte a me sembra che tutte le birre siano aromatizzate al limone del detersivo per i piatti, che dirvi, da giovane preferivo le bottigliette con la cannuccia.

Sulla questione risciacquatura si, risciacquatura no, si sono consumati i migliori divorzi per crudeltà mentale tra coppie miste di culture diversificate su questo aspetto. Io vi ho avvertiti, se prevedete una convivenza compratevi immediatamente la lavastoviglie, ce ne sono anche dei modellini mignon da appoggio per famiglie poco numerose, è un investimento.

Anzi, se vogliamo proprio semplificarci la vita, compriamone due, come vi dicevo qui.

L’alfa e l’omega delle pulizie quotidiane

La mia amica Cinzia rimane sempre strabiliata dalla mancanza di scope come si deve nelle cucine olandesi. Con la scusa che qui passano l’aspirapolvere, con la frequenza che il lifestyle di ognuno consente, la passatina di scopa sotto il tavolo dopo mangiato è un optional. Non lo è invece la lotta alla polvere. Quindi vuoi che prima si usavano moltissimo le moquette, che ci sono tanti animali domestici o quello che è, il primo gesto di pulizia del batavo doc è la lotta alla polvere, sia sul pavimento che altrove. La differenza è che altrove si lava tutto con lo straccio umido strizzato, e immerso nell’onnipresente soluzione di allesreiniger e acqua nel secchio.

L’aspirapolvere oltre ad usarlo sul pavimento, privo di spazzola e col solo bocchettone si usa per spolverare il sopra del battiscopa, le scale e il divano. E la vera sciura olandese di mezza età doc l’aspirapolvere in soggiorno lo passa due volte al giorno. Siete avvertiti.

Spero quindi di avervi chiarito un importante aspetto della quotidianità olandese, perché come dicono loro, opgeruimd staat netjes ed è dalla pulizia della casa che si capiscono le tue alte doti morali. Cosa regolarmente perculata dalla satira, e visto che l’eccezione alla pulizia dic asa olandese sono le case degli studenti, veri terreni di ricercaper l’ufficio igiene, se decidesse di occuparsene, vi lascio con i Lullo’s di Jiskefet e le loro discutibili abitudini casalinghe. Vi prego di ammirare il panorama del lavandino.

2 pensieri riguardo “Le ossessioni igieniche della casalinga olandese

  • 7 giugno 2017 in 11:14 am
    Permalink

    Non sono molto d’accordo sulla mania delle pulizie delle casalinghe olandesi, anzi diro’ di piu’, secondo i miei parametri sono mediamente sporche le case olandesi. Sicuramente dipende dalla mia cultura, e dallo mia famiglia. Mia madre si che era ossessionata dalla pulizia, altro che le casalinghe olandesi.
    Se fosse ancora di questo mondo e potesse vedere come tengono pulite le case in Olanda, le verrebbero le convulsioni.
    Sto scrivendo di una casalinga veneta cresciuta in un ambiente dalle tradizioni austriache. Di una donna che negli anni ’60 aveva gia’ due lavatrici, la lucidatrice e l’aspirapolvere tutti in funzione stabile e programmata.
    Comparti per gli oggetti e materie per le pulizie divisi per ordine preciso. Per programma d’uso e per qualita’.
    Le casalinghe olandesi sono delle dilettanti in confronto a mia mamma.
    Ogni oggetto o suppellettile di casa aveva un preciso programma di manutenzione ordinaria e straordinaria.
    Noi in casa si circolava (obbligati) con le pattine ai piedi e tutti avevano le proprie pattine colorate diversamente.
    L’erba nel giardino dveva spuntare secondo un ordine preciso di mia mamma, e tagliata sempre a misura perfetta.
    I pesci nella boccia di casa duravano al massimo una settimana, lei non poteva vedere macchia sulla boccia, quindi la lavava tutti i giorni con l’aceto. I poveri pesci erano sballottati come immigranti sui barconi .
    Il gatto?
    Mai entrato in casa, gli era proibito! Pena una ciabbattata in testa al povero micio desideroso di divano.
    Mio padre accettava con paziente sottomissione, ma un poco orgoglioso della moglie.
    Quando usciva di casa doveva essere in perfetto ordine, lui sbuffava un pochetto, ma si notava come era pieno di se’ in quelle camicie innamidate a punto da segarti il collo tanto erano rigide.
    Mia moglie (olandese) mi racconta che pure sua madre era simile alla mia, ma abbiamo stabilito che si tratta di generazioni passate. Quelli del boom economico degli anni ’50 e ’60.
    Le casalinghe “giovani’ , oltre che rare, sono meno determinate. Preferiscono stare al sole in de tuin (quando c’e’) che approffitarne per fare le pulizie.
    Io credo siamo piu’figli del nostro tempo che altro. Le tradizioni sono ben meno radicate nel tempo di quanto pensiamo. Una casalinga olandese della seconda meta’ dell’800 non aveva nemmeno il sapone a disposizione, se non un pezzetto tenuto in conto come un lingotto d’oro. Vivevano in case minuscole prive di qualsiasi “comodita’ ” a partire dall’aqua corrente in casa. Spesso con pavimento di terra battuta e paglia seccata nel fango. Case umide e malsane dove vivevano in 10 in 20 metri quadrati. Il bagno lo facevano una volta al mese ed i figli (spesso 9-10) usavano la stessa acqua per lavarsi. Insomma tanto quanto capitava nelle famiglie contadine italiane di 200 anni fa.
    Il secolo d’oro?
    E’stato d’oro solo per una minoranza di olandesi, la maggior parte mangiava patate e cavoli, quando c’erano. Di piu’:
    E’ stato un secolo d’oro per una minoranza proprio perche’ha sfruttato la massa di contadini poveri, arricchendosi a dismisura sulla loro pelle. I commerci marittimi erano tenuti in funzione da marinai che vivevano in condizioni pessime e pagati pochissimo. Non avevano scelta, erano troppo poveri.

    Risposta
    • 9 giugno 2017 in 4:12 pm
      Permalink

      Comunque vedo che sia tu che tua moglie siete riusciti a riprendervi alla fine 🙂

      Risposta

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