Il museo marittimo di Amsterdam

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aprile 4, 2014 · 5:36 pm

Il traghetto Spaarndammerbuurt – Amsterdam Noord

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Un altro collegamento importante per Amsterdam Noord è questa fermata dei traghetti per Distelweg e NDSM-werf, i vecchi cantieri navali. Si parte da quello che era il vecchio Houthaven, il porto dei legnami.

Qui sotto gli orari:

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aprile 3, 2014 · 4:20 pm

Rinfrescare creativamente gli arredi: quasi un tutorial

IMG_9172A furia di darmi arie da casalinga pigra nessuno crederebbe quanto sono brava, creativa ed efficiente quando si tratta di trasformare l’ aspetto di uno spazio (mi sto facendo pat pat sulla spalla da sola).

Ma nel corso degli anni mi sono sempre riuscita a sfogare con il materiale tessile, quello che preferisco, anche se non so cucire e ricamare, mi accontento di saper attaccare bottoni (e quello mi viene bene in tanti sensi). E la mia passione assoluta e il riciclo e la tintura di stoffe, iniziata decenni fa con operazioni di tie and dye che vi ho descritto qui  e di crocheting selvaggio (questo post incredibilmente resta il più letto di tutti, poi uno dice che mi devo dare al craft-blogging).

Insomma, visto che Genitoricrescono riesce sempre a tirar fuori il meglio da me, a questo giro proseguo da loro con una serie di suggerimenti operativi su come arredare o rinfrescare casa usando stoffe rielaborate grazie a colori, colla, candeggina e anche una pinzatrice. Questo il post:  se volete aggiungerci i vostri suggerimenti, mi farà molto piacere perché a casa nostra sono appena iniziate gli spostamenti di primavera.

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Orso ha appena ricevuto il suo primo vero letto (gli piaceva quello sopra, ma era più l’ idea del lettone in alto con la scrivania in basso e siamo riusciti a dirottarlo su un modello diverso, in legno piuttosto che in metallo e soprattutto più stabile e meno traballante), e siccome voleva un letto che sembrasse una cabina da cacciatore, abbiamo deciso di prendergli un soppalco a una piazza e mezzo per ospitare tutti i suoi pigiama party sopra e le sue collezioni di sassi e minerali sotto, e il tema che abbiamo scelto è quello del bosco, visto il suo enorme amore per gli animali e la natura.

Spero di soddisfare un suo e mio sogno costruendogli un paio di sgabelli su ruote fatti con una fettona di tronco d’ albero con delle rotelle avvitate sotto, se riesco a capire dove trovare le fette d’ albero. Se state potando o abbattendo alberi, ricordatevi di noi che vi mando mio fratello a prendersi i tralci di tronchi.

Sto svuotando casa e dando via mobili e divani ingombranti, visto che stiamo per comprarci il nostro primo divano proprio nuovo e scelto da noi, finora ne avremo avuti almeno 6 o 7 di terza e quarta mano, da cui la mia esperienza nel rifoderarli, come spiego su Genitori crescono.

Ma non sia mai detto che noi cerchiamo e troviamo il divano perfetto a cui non devi fare niente (se non ci complichiamo la vita non ci divertiamo noi Diga): il colore non ci soddisfa, i soldi non sono molti e quindi ce ne compriamo uno semplice ed economico che tingerò.

Insomma, la pigrizia di questi tempi è solo una comoda etichetta che qui stiamo lavorando duro per arginare la roba che ci sommerge. Quasi quasi mi apro un account su Marktplaats, l’ e-bay olandese, e comincio a vendere cose lì. Hai visto mai che trovo il sistema per finanziarmi un divano migliore di quello che abbiamo visto?

Scappo che devo approfittare dell’ onda positiva di primavera, prima che mi torni la deriva pigra. Ma mi sto già immaginando i dopocena tutti insieme appassionatamente sul nostro nuovo divano. Speriamo bene

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aprile 3, 2014 · 8:25 am

Considerazioni sparse sul mercato del vino italiano nei Paesi Bassi

 

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Premessa: se questo articolo vi incuriosisce, potete sempre unirvi a una delle mie prossime degustazioni:

  • 4 aprile, dalle 16 alle 18, aperitivo italiano alla Libreria Bonardi di Amsterdam
  • 11 aprile, dalle 16 alle 17.30 all’ Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam
  • 13 aprile, cena con degustazione guidata sull’ Abruzzo, al ristorante L’Ozio di Amsterdam.

 

Il mercato del vino nei Paesi Bassi, nella mia esperienza, va un pochino spiegato a chiunque voglia approfondire l’ argomento. Il momento mi sembra adatto prima di tutto perché stiamo uscendo dal periodo di calma piatta tipico dei primi mesi dell’ anno, in cui tutti più o meno si stano riprendendo dalle sbornie festive. Il 17 marzo abbiamo avuto la borsa vini italiani, poi il Prowein in Germania che è quasi dietro l’ angolo (ma non ci sono andata) adesso arriva anche il Vinitaly e non ci andrò neanche, e quindi facciamoci due conti.

Intanto: che tipo di venditori abbiamo nei Paesi Bassi?

Ci sono quelli, e sono il grosso, per cui il vino è una commodity. Potrebbero vendere scarpe o letame da concimazione, per loro è lo stesso. E infatti anche quando vendono vino, stanno vendendoti del letame.

Ci sono quelli che dichiaratamente non capiscono un accidente di vino, ma capiscono cosa piace al consumatore medio, e glielo procurano. Bravi, spero prima o poi di insegnargli che c’ è qualcosina di meglio al mondo, e mi viene benino, devo dire, perché sono carucci ci mettono del loro.

Ci sono quelli che adorano il vino, certi tipi di vino. Sanno scovare esattamente i produttori che fanno vini interessanti. Magari servono un mercato di nicchia, ma lo sanno fare benissimo e io li adoro. Senza fare torno a nessuno di quelli che mi sto dimenticando, voglio citare Dario Troc, che ha anche un fantastico ristorante a Vaals, Douwe Walinga, Piet Dooijewaard, Hans Bijvoets, Cris Basciano, Peter Smit. E ci sarei io, che per ora sto selezionando dei vini che mi piacciono e fra poco mi prenderò un’ accisa, Credo, non so. In fondo a me i vini piace spiegarli, non venderli, e per ora mi limito a proporli agli importatori che mi stanno simpatici.

Proseguo.

Che tipo di consumatore abbiamo nei Paesi Bassi?

Intanto c’ è la massa che se compra vino per casa lo prende al supermercato e che costi meno di € 5 euro. Questo è il consumatore che al caffè ordina un generico bicchiere di bianco secco (perché gnente gnente sa che gli potrebbero anche dare il dolce), quello che ai primi albori dell’ estate, adesso quindi, fino a quando dure, ordina un rosè-etje, perché è rosa e sta bene con il tempo. È il consumatore che quando si compra la bici-carro figa, può scegliere come accessorio attaccato al telaio anche il secchiello in cui inserire la botttiglia di prosecco quando vai con i bambini a fare il pic-nic al parco (la pubblicizzano esattamente così, per dirvi il clima).

A questo consumatore di vini da aperitivo e non gastronomici cosa gli vuoi dire? Gli puoi dire tanto o puoi lasciar perdere. Quelli che alle feste ti dicono: ma si, un vinello in fondo lo bevo volentieri, lascio perdere. (Vinello, diobò), ma ci rendiamo conto che lavoro e che esperienza ci sta dietro alla produzione del tuo vinello? Un po’ di rispetto). Tanto per questo mercato qui, e intendo i negozi, i ristoranti, chi si rivolge a questi consumatori senza la benché minima aspirazione di curarne il gusto, quello di cui c’ è bisogno sono i vini che in Italia prendi franco cantina a 2 euro la bottiglia. O meno se ci si riesce. Oppure ti fai arrivare qui le cisterne e imbottigli in proprio, come fanno i giganti della GDO qui in Olanda. Che conviene anche per le tasse, se fai i grossi quantitativi (leggetevele quelle etichette, che ci divertiamo).

Se ci vogliamo togliere lo sfizio di leggere le etichette di questi vini, a volte becchi anche delle denominazioni tipo IGT, basta guardare dove vengono imbottigliati: che si tratti di vini del Salento, della Sicilia, o della Campania, li imbottigliano tutti a Fossalta di Piave o in provincia di Verona. Ve lo devo dire io che vini sono? E diciamolo. Diciamo che quando un produttore ha bisogno di fare spazio nelle cisterne perché occorre  prepararsi alla nuova vendemmia, arriva un’ autocisterna, raccoglie tutto, il blend se lo fa per strada e poi si imbottiglia tutto insieme. Tappo, etichetta, accisa e tutti felici. Salute.

Sul serio, basta ricordarsi un pochino di geografia minima per capire se il vino che abbiamo davanti è stato imbottigliato dal produttore o altrove. Non vuol dire tutto, ma mi sembra un punto minimo di partenza. Il problema è che all’ estero chi le conosce le regioni e le province per capire se ci siano distanze grandi tra zona di produzione e zona di imbottigliamento?

Eppure ci vorrebbe così poco per salire drasticamente di categoria. Ma sul serio. perché ce ne sono di piccoli produttori che sanno il fatto loro che riescono a venderti a poco più dei vini dignitosissimi. Certo, dignitosissimi per il prezzo che hanno, mica vogliamo bere tutti i giorni la bottiglia importante, ma almeno sappiamo di cosa stiamo parlando.

Poi c’ è il mercato di nicchia, e per nicchia dico davvero dai € 7 euro in su, e può essere molto più su, al consumatore.

Quali canali di vendita del vino esistono nei Paesi Bassi?

Intanto chiunque venda vino ha bene in mente questa suddivisione di base per quanto riguarda dove il consumatore finale compra il vino, e non sgarra, o si rovina: quello che vendi ai ristoranti non deve essere lo stesso che vendi ai negozi più o meno specializzati, non deve essere lo stesso che trovi al supermercato.

Poi ci sono delle formule diverse, come web-shops o abbonamenti o gruppi di acquisto a cui i consumatori che ci tengono si rivolgono.

Sui ristoranti e i loro ricarichi non mi pronuncio, sono come altrove, e visto che io mi accoppio a un astemio, preferisco quei posti dove possono proporti almeno tre rossi e tre bianchi al bicchiere. Che sono pochissimi e allora mi tocca accompagnarmi a gruppi di beoni per toglierci lo sfizio.

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Però siccome di recente ero nel pannello di degustatori che dovevano scegliere i vincitori del Miglior vino della casa dell’ anno, e siccome in tale veste quei 40-50 vini tra dai €15 in su a bottiglia al ristorante, e alcuni anche parecchio su, li ho assaggiati, posso dire con sincerità che tutti questi vini della casa da rotolarsi in terra non è che li abbia scovati. Ma magari ero distratta. Però ho sputato e ho i testimoni (se non sputi ti sbattono fuori dal pannello e cancellano i tuoi voti, stiamo mica a massaggiare le procellarie), quindi non era confusione alcolica quella che mi ha portato a tale confusione.

Il punto fondamentale da non scordarsi, è che in Italia si producono soprattutto vini gastronomici, quelli che li abbini a qualcosa di buono da mangiare. Mentre in Nord Europa il vino si beve da solo, e inoltre hanno il mito dei vini francesi che, come conferma la mia amica foodie gamberossista Marina Vizzinisi, non sai mai con cosa abbinarli perché tendono a predominare su qualsiasi piatto.

L’ altro punto fondamentale, come diceva anni fa un mio amico fiorentino, è che agli olandesi “dagli quello che ti pare, tanto non ci capiscono una sega”.

Con queste premesse mi dite che cavolo mi occupo a fare di comunicazione del vino nei Paesi Bassi? Le risposte sono molteplici, alcune le sto ancora elaborando:

1) il vino è un prodotto affascinante. No, sul serio, ve lo dice una con un passato da astemia

2) quando sai mezza cosa ti viene una gran voglia di saperne di più e di assaggiarne di più

3) adoro tenere le degustazioni guidate, perché sono un viaggio sensoriale che non mancano mai di sorprendere i partecipanti, me compresa. C’ è sempre qualcosa di nuovo che salta fuori anche in vini che pensavi di conoscere, ci sono sempre domande che ribaltano quello che pensavi di sapere di un vino

4) non sono snob: se ci sono vini che hanno qualcosa da dire, anche se sotto i € 5 al supermercato, quella cosa te la stanno dicendo e a me piace ascoltarla

5) sono una snob: i vini finti, quelli fatti con lo stampino e la ricettina, quelli ruffiani che seguono le mode, non mi interessano. Neanche quando li presenta Cernilli che di 14 vini toscani, con vitigni diversi, 12 avevano lo stesso saporino di sottofondo

6) non so vendere, ma so raccontare il vino e so entusiasmare la gente. Serve a vendere più vino? A mio avviso si, ma i venditori in genere non ci arrivano. Io però mi diverto tanto

7) grazie al vino ho conosciuto una marea di persone carucce e di professionisti dell’ enogastronomia con i controfiletti. Inutile, anche lì ci sono tanti stronzi, ma in qualche modo gli stronzi che adorano i sapori e i profumi e ne tirano fuori qualcosa di nuovo, mi ci trovo meglio che con gli stronzi generici

No, lo dico al cosiddetto esperto di marketing a cui ho dovuto dare una dritta di marketing, che sta per partire con il botto con un concetto tutto basato sulla comunicazione, ma non ha un; agenzia di comunicazione, in cui gli ci vorranno tanti soldi, per comprare spazi stampa, ma non ha un ufficio stampa, ha dei ragazzi in Italia e una segretaria bravissima qui e che vorrebbe che io lavorassi gratis per lui, per esempio facendo il giro dei ristoranti per vendergli il vino, ma le degustazioni no, che si, sono cose belle, ma non vendi un accidente, quello che conta è l’ immagine di quel vino che giri, poi tanto mi prendo io gli enologi che mi fanno il vino che qui piace.

Niente, io ho un mutuo, per soldi non avrei nessun problema a far partire il suo progetto geniale, visto che lui di vino e di mercato del vino non sa niente, ma è tanto intelligente.

Ma gratis, sinceramente, preferisco continuare a fare le mie cose.

Perché io il vino come commodity proprio non riesco a volercelo vedere. E mi dispiace per quelli che invece lo vedono così, perché credo si perdano un paio di cose carine nella vita.

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aprile 1, 2014 · 11:44 am

Il traghetto Amsterdam Noord – Amsterdam Oost

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Hanno rimesso il traghetto tra Noord (Zamenhoffstraat) e Java Eiland (Azartstraat), ed è una bella notizia. Spostando la fermata in Azartplein, al capolinea del tram 10 e del bus 65 che arriva alle stazioni treni e metri di Amstel e Zuid WTC, si apre un tratto di trasporto pubblico che evita la congestione della stazione centrale.

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Questo è l’ orario da Noord. Considerato che per la traversata ci vogliono 8 minuti, per le partenze dal lato opposto basta spostare gli orari di 10 minuti.

E per Ennio, anche se solo per pochi mesi ancora, significa autonomia nell’andare a scuola, dagli amichetti e fra poco, a calcio.

Figuriamoci per tanti altri cosa riesce a cambiare. Apre a chi abita nei docks a est un enorme tratto di città, boschi e campagna.

 

 

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marzo 24, 2014 · 8:22 am

Fai-da-te: pareti e parati

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Non so se anche a voi fra un po’ si scatenerà il demone delle pulizie di primavera, alle quali io preferisco sempre le ridecorazioni. Piccole o grandi. In genere la cosa più semplice è quella di cambiare federe ai cuscini o mettere un granfoulard sul divano, che essendo il nostro di terza o quarta mano, è stato rifoderato con la pinzatrice un paio di anni fa, ma sta per essere sostituito con il nostro primo divano nuovo acquistato e scelto da queste manine sante.

Infatti avremo avuto 4 o 5 divani nella nostra carriera, ma tutti rilevati da qualcun altro, tranne il fantastico divano letto Ikea comprato per mia madre quando è nato Ennio e che un paio di ani fa abbiamo buttato perché in certi prodotti Ikea basta che si rompa un giunto in plastica, che non esiste da sostituire, e devi buttare via tutto. Fateci caso, ce l’ hanno anche per i cassetti in rete di ferro da inserire negli armadi, si stacca un pezzo della guida di plastica e ti devi ricomprare tutto. Ho un paio di progetti per i cassetti avanzati, ma ci tornerò sopra un’ altra volta.

E, sfidando il divorzio, perché ben altre sarebbero le cose urgenti da fare a casa, ho imbiancato una parete lunga del soggiorno, che era sporchissima e non la sopportavo più. Noi in genere ci segniamo il numero delle vernici che usiamo in tutta casa per ricomprarle identiche per i rinfreschi, ma guarda caso, questo grigiolino qui è l’ unico a che non ho segnato e a cui non sono riuscita a risalire. Ho pertanto passato il bianco, che la stanza è già tanto buia, almeno si illumina un po’.

Si, è così, dopo decenni colorati mi sto convertendo al bianco. Non so se sia un sintomo preoccupante.

Ma, dicevo, è primavera e pare che la famiglia Diga forse forse riesca a tirare un po’ il fiato, si riprenderanno quindi alcune grandi opere da troppo rimandate. si riarrederanno le camere dei figli con la scusa di comprargli finalmente un letto nuovo, povere anime, uno ha il lettino a castello traballante da sostituire, l’altro il divano letto scomodo, e quello insonne ci ha comunicato che lui da nonna dorme meglio perché il materasso è più morbido.

Orso vuole un letto a soppalco con la scrivania sotto, l’ idea è che assomigli a un capanno nei boschi e camera boschiva sarà. Con Ennio dobbiamo ancora decidere, ma dal prossimo anno farà il ginnasio e gli ci vuole una scrivania per fare i compiti in santa pace. E così fosse la volta che si sistemano e si oliano bene i pavimenti delle camere e si mettano i battiscopa.

Ma abbiamo nuovi vicini con il soggiorno proprio dietro la testata del letto, e queste case popolari degli anni 20 sono state costruite in economia, le pareti sono sottili e i vicini nuovi passano il weekend a fare cene,e feste e chiacchierare fino all’ alba. Fanno benissimo, quando prima ricomincio pure io, ma per ora dobbiamo costruire una paretina isolante in cartongesso prima di mettere i battiscopa. E forse non dico un letto nuovo, ma un materasso nuovo prima o poi ce lo meritiamo anche noi dopo 18 anni.

Grandi progetti, poco tempo, per forza io che ho bisogno di cambiamenti rapidi per tirarmi su devo sfogarmi con piccole modifiche.

Intanto vi spiego su Genitoricrescono di oggi come rinfrescare pareti, parati e divani con vernice, stoffa e colla. Al resto, dio provvede.

Ci sarebbe da sistemare definitivamente il giardino, per ora mi sono accontentata di comprare un piccolo ciliegio e un melo da vaso, con la scusa del regalo di compleanno di Orso. Aggiornamenti seguiranno.

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marzo 17, 2014 · 11:32 am

Le mie scarpe preferite

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United Nude sarebbe la mia marca di scarpe preferita se facessero il 42, invece arrivano a 41. Peccato.

(Soprammobile?)

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marzo 11, 2014 · 3:48 pm

La casalinga pigra: massimo WOW! col minimo sforzo

Oggi mi trovate su Genitoricrescono. Perche è quasi primavera, spuntano i crochi e sappiamo tutti che ci aspettano le pulizie di Pasqua, che in genere in casa della Casalinga Pigra avvengono a Ferragosto.

Il mio consiglio è: a Pasqua defilatevi, ma semplificatevi il quotidiano con alcuni dei miei consigli per la serie Sopravvivenza domestica minima di là.

E aggiungo una confessione personale: mi state vedendo e sentendo poco negli ultimi mesi. Ci sono dei motivi che racconterò ad edificazione delle generazioni future, non appena avrò tirato un pochino il fiato. Ma mi sto vedendo con una psicologa comportamentale e due dei primi obiettivi che mi sono data su cui lavorare con lei sono: padroneggiare il mio caos e padroneggiare le mie fatture.

Per ora vi bacio. La lotta non è finita. Ma la casa sta un po’ meglio.

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marzo 5, 2014 · 8:08 am

Pimp your bike

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febbraio 24, 2014 · 1:24 pm

L’ eta adatta per restare incinta (16 anni e oltre)

Come forse sapete scrivo per Genitori Crescono che è il sito genitoriale più figo d’Italia, per le informazioni equilibrate e corrette, la mancanza di sensazionalismo, le belle teste – redazione e guest-blogger – che ci scrivono ma soprattutto per la splendida varia umanità che ci si raccoglie intorno e per le discussioni che quasi ogni articolo suscita, piene di commenti intelligenti, equilibrati, rispettosi, non giudicanti e che aggiungono sempre qualcosa che non sapevi o un altro punto di vista.

Fine dello spottino pubblicità & progresso.

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febbraio 11, 2014 · 2:05 pm