La sanità nei Paesi Bassi, come affrontarla

foto presa da obelon.nl sui costi della sanità

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Mi sembra doveroso dare qualche consiglio su come affrontare e gestire al meglio un aspetto importantissimo del proprio quotidiano, quello della salute, un tema che nei Paesi Bassi suscita grandi passioni tra gli italiani che vivono qui. Anche perché non c’è due senza tre e quindi dopo avervi edotti sulle ossessioni igienico-sanitarie delle italiane all’estero, e nello specifico sulle ossessioni ospedaliere degli italiani in Olanda.

Intanto per capire come funziona ufficialmente il sistema, vi rimando a questo ottimo pezzo che vi spiega le basi e così non devo ripetermi con parole mie, che poi divento logorroica.

Anche il mio amico Daniele Besana ha spiegato molto bene la sua esperienza personale e le conclusioni che ne ha tratto.

Io che in fondo di mestiere mi occupo di comunicazione vorrei affrontare la cosa da un punto di vista pratico, proprio di gestione quotidiana delle questioni medico-sanitarie nei Paesi Bassi. In questo, devo dire, mi è stata utilissima la consuetudine con Santasuocera, che per 40 anni è stata medico del consultorio pediatrico ed è il nostro help-desk privato, nel senso che per non fare la solita italiana apprensiva io prima chiedo a lei se è il caso di rivolgerci al nostro medico o se passa. Capisco che la mia è una situazione privilegiata ma anche per questo penso di aver sviluppato un approccio che finora ha funzionato.

  1. Cominciate col segnarvi nel telefono il numero del vostro medico di famiglia e quello della guardia medica (088 0030 600). Quest’ultima funziona benissimo e quando sono nel dubbio, intanto chiamo loro e mi faccio dire. (vedi aneddoto 3 più in basso)
  2. Nei Paesi Bassi passa tutto dal medico di famiglia, che è il guardiano delle porte. Allora il mio primo consiglio è di scegliervene uno che vi dia fiducia e con cui avete l’impressione di capirvi. Se il medico che avete non vi convince, cambiatelo. Chiedete ad amici e conoscenti da chi vanno. Io sono talmente felice del nostro medico, trovato nel 1998 quando siamo tornati ad Amsterdam, e del modo in cui viene gestito l’ ambulatorio collettivo di cui fa parte, che anche quando abbiamo traslocato me la sono tenuta. Preferisco sbattermi un po’ di più quelle relativamente poche volte in cui sto male e ne ho bisogno, che ricominciare daccapo. Certo, ho la fortuna di avere la macchina, quindi considerate anche le vostre opzioni di mobilità, ma in fondo abitando ad Amsterdam quasi ovunque c’ è un medico, una guardia medica o un ospedale relativamente vicino e le ambulanze, in casi di emergenza, ci mettono un attimo. Poi se il vostro medico è un incompetente – ci sono ovunque – o poco empatico, o non capisce gli stranieri (e vi ricordo che ci sono moltissimi medici di origine straniera ovunque, ricordo che la spirale me la mise un ginecologo bulgaro che pareva uscito lì lì da un film neorealista sovietico, la prima pillola me la prescrisse una ginecologa italiana nel lontano 1991, insomma, mica in giro per il mondo a lavorare ci andate solo voi), ripeto se avete un medico con cui non vi trovate, ma non lo cambiate e continuate a lamentarvi, cosa volete che vi dica? Si vede che lamentarvi vi soddisfa di più e chi sono ioper dirvi cosa vi fa bene?
  3. Vi piaccia o no, il medico olandese ha 10 minuti a consulto per visitarvi. Se avete situazioni complesse da discutere quando prendete l’appuntamento ditelo, che potrebbe essere una situazione un po’ complessa, e fatevi dare l’appuntamento doppio. Poi, siate efficienti con quei 10 minuti, che bastano e avanzano per una situazione semplice. Preparatevi alla visita. Se vi aiuta, scrivetevi i sintomi, i timori, quello che volete dire, cercatevi le parole sul vocabolario e magari scrivetevele pure. Se occorre fatevi accompagnare da qualcuno che parli olandese o inglese meglio di voi per farvi aiutare. La chiarezza aiuta voi, aiuta il medico a capire la situazione e valutare quali domande vi deve fare. Noterete che ricapitola sempre quello che vi siete detti per essere sicuri. Se il vostro medico non lo fa di suo, magari non tutti sono abituati a comunicare con gli stranieri, fatelo voi. Ricapitolate: allora lei dice X, Y e Z, ho capito bene? Non abbiate paura a chiedere esami o verifiche che magari eravate abituati a farvi fare. Forse non rientrano nello standard, ma se spiegate che voi ci siete abituati potrebbero volervi accontentare. Se non lo fanno non cominciate a pensare subito al peggio, che lo stress fa male.
  4. Gli orari: gli olandesi hanno quel modo tutto loro di indicare le mezze ore e i dieci minuti prima e dopo e più di una volta invece di arrivare alle 14.30 mi sono presentata alle 15.30. Da allora ho il vizio di confermare gli orari a modo mio: “Scusi, lei ha detto quindi di venire a 10 prima di mezza alle tre, quindi devo venire venti minuti dopo le due, giusto?” (Considerate che faccio pure l’ interprete, ma quando devo pensare in proprio mi sbaglio spesso e volentieri e ormai ho imparato).
  5. Non vi scordate che i medici, specie quelli di una certa età, si sono fatti un training mica da ridere per diventare medico di famiglia (perché pensate che mia suocera si sia fermata al consultorio pediatrico, anche se la sua vera aspirazione era quella? Perché ci teneva moltissimo anche ad avere una famiglia, entro i 30 anni aveva 4 figli e ha scelto una specializzazione meno impegnativa). Quando vi sembra che il medico stia guardando i sintomi su google, rallegratevene, perché vuol dire che ha il coraggio di ammettere i propri limiti e rinfrescarsi la memoria, magari su cose più rare o sintomi atipici. Io lo preferisco a quelli che fingono di sapere tutto loro, non controllano nel dubbio e prendono le cantonate (vedi aneddoto 1 qui sotto).
  6. Considerate che il sistema sanitario tiene conto del fatto che il ricovero di per sè procura problemi, ti scombussola i ritmi, ti priva di calma e privacy. E costa un sacco, perché non so se l’ avete mai visto da dentro un ospedale olandese. Allora la tendenza è di evitare i ricoveri inutili o quantomeno accorciarli al minimo indispensabile e offrirti altri tipi di cura fuori dall’ospedale. Day-hospital, quelle che loro chiamano visite in policlinico, assistenza a casa, infermiera di quartiere. Non vi fissate sul ricovero come panacea di tutti i mali e informatevi sulle possibilità che vi vengono offerte. E tenete presente che molta di questa assistenza, se avete il pacchetto integrativo dell’assicurazione, ve la potete comprare anche in proprio.
  7. Non fate gli esagitati: gli olandesi nelle manifestazioni emotive sono piuttosto sobri, come avete notato. Vi fate prendere più sul serio se vi preparate quello che volete dire e lo fate in maniera tranquilla ed assertiva. Se spiegate con calma le vostre ragioni. Se le cose che volete le presentate come proposte: “cosa dice, magari mi metto più tranquilla se mi fate fare gli esami del sangue? Non si capisce meglio se facciamo un’ecografia?”
  8. Appellatevi al vostro non essere nativi del sistema: “mi dice se in Olanda fate questo o quello come mi facevano in Italia, o se avete altri protocolli?”  (vedi aneddoto 2)
  9. Fate i tragediatori: se DOPO aver presentato le vostre ragioni con calma non vi danno retta, buttateci sopra una cucchiaiata di dramma, come fanno loro. “Guardi, sono preoccupatissima, non ci dormo la notte, una tosse così non l’ho mai avuta, sono stressatissima, poi non ho nessuno vicino che mi aiuti, mi capisca, piango tutto il giorno per i dolori e questo non è da me, mia moglie è preoccupatissima, dice che non mi riconosce”. A differenza di quanto uno possa pensare, gli olandesi su queste cose hanno un gran senso del dramma, quindi sempre col tono misurato e la faccia inespressiva la fanno più grossa di quello che è. I medici ci sono abituati e quindi fanno la tara. Se voi di vostro non siete così glielo dovete spiegare subito, e dirgli che siete piuttosto riluttanti a intervenire e che prima soffrite in silenzio, quindi per piacere di tenerne conto e salvarvi da voi stessi.
  10. Oh, e se avete il dubbio, e vi manca lo specialista, e volete quello che qui non vi danno, i voli low-cost esistono, in Italia ci torniamo tutti, abbiamo quest’opportunità, quando tornate a casa prenotatevi e pagatevi tutte le visite, gli analisi e gli screening che vi servono per stare tranquilli. L’ importante è la salute e a seconda dell’assicurazione che avete rischiate persino di potervela far rimborsare dall’assicurazione olandese, soprattutto se riuscite a farla passare come emergenza durante le vacanze. Se gli olandesi vanno in Germania a farsi fare le TAC e le risonanze totali, che 11 volte su 10 hanno una marea di falsi negativi, ti fanno venire il patema e poi devi rompere le scatole al tuo medico per rifarti le analisi e scoprire che non era niente, possiamo farlo pure noi.
  11. Mi sto dimenticando qualcosa di essenziale, ricordatemelo tra i commenti per favore.

Ora uno potrebbe dire che noi siamo fortunati, non abbiamo mai avuto malattie croniche o importanti. Io sono la prima ad ammettere che nell’errore medico, nell’incompetente di turno può incappare chiunque, che la sfiga ci vede benissimo. Questo può succedervi in Italia, in Olanda o dove volete nel mondo.

Ma capire come funziona il sistema aiuta sempre a farlo funzionare a proprio vantaggio. Il senso critico è un’ ottima cosa, chiedere sempre informazioni e referti si può e si deve fare, tenete presente che in ospedale vi informano di tutto, si presentano sempre nome e cognome e vi fanno firmare di tutto, ma non vi danno standard un referto di dimissione, a meno che non lo chiediate voi. In fondo abbiamo il dossier elettronico, tutto quello che fate o vi fanno fare finisce lì sopra, il vostro medico riceve tutto e se ci sono cose preoccupanti gli arrivano con la segnalazione e di solito provvede lui a chiamarvi e fissarvi un appuntamento se a suo avviso ci sono risultati preoccupanti.

Però per essere persone sane i nostri bei giri in ospedale li abbiamo fatti, quindi vi mollo un paio di aneddoti.

Aneddoto 1 Appendicite fulminate. Ci ho ripensato, vi faccio un post a parte.

Aneddoto 2 Ho partorito due volte in Olanda, è stata un’ esperienza bellissima e a suo tempo l’ ho raccontato anche qui. Ho detto in tutti i luoghi e in tutti i laghi quanto sia bellissimo il sistema, soprattutto quando non hai complicazioni in gravidanza e ho detto pure che a suo tempo l’OMS indicava il tasso di morti perinatali nei Paesi Bassi come uno dei più alti nei paesi sviluppati. Dipende dall’alto numero di primipare attempate? dai criteri con cui si definisce perinatale? Ci sono stati degli sviluppi e ve ne parlerò in un altro post. Però come tutti gli italiani diffidenti nei confronti della sanità a cui non sono abituati, io ci ho messo ben 5 mesi di gravidanza ad accettare questo sistema e capire quanto funzionasse bene. E il culmine della crisi l’ ho avuto quando al quinto mese io ESIGEVO un’ecografia, che in Italia ti dicevano che era la più importante per vedere come andava con gli organi interni, e la mia ostetrica, visto che stavo benissimo, non ne vedeva la necessità (ammetto che mi ero spaventata per una storia sentita all’Aquila dove un’ecografia del quinto mese di una donna non rilevava niente, poi lei è andata a rifarsela dal mio parente superecografo internista e lui aveva constatato che al bambino mancava il cervello. Storia, vera? Storia falsa? Io so solo che mi misi in apprensione ed ero isterica. Insomma, maschio alfa visto che ne stavo facendo una malattia decise di chiamare lui l’ostetrica, rispiegare le stesse cose che avevo chiesto io e sentirsi dare le stesse risposte. Allora aggiunse: “Scusi, forse però è utile se le spiego il contesto. Sa, mia moglie è italiana, lì l’ecografia del quinto mese la raccomandano come fondamentale, ho capito che qui non le servirebbe, ma adesso ci stiamo impensierendo, non ce la potete fare lo stesso per tranquillizzarci?” Il giorno dopo ero a fare l’ ecografia, mi sono constatata tutti gli organi interni in ordine, ho abbracciato il sistema olandese forevah. E mi sono segnata la frase: Forse però è utile se le spiego il contesto che non si sa mai torni utile. Ve la dico in olandese: misschien moet ik de achtergrond uitleggen.

Aneddoto 3 Al corso di primo soccorso del club di calcio, oltre a insegnarci a fasciare, incerottare, stabilire se e quando interrompere una partita, quando chiamare l’ambulanza, come mantenere l’ordine in caso di incidenti forse gravi, ci dissero anche che presto sarebbe passata una regola per cui chiamare l’ ambulanza per futili motivi sarebbe stato passibile di rimborso costi inutili. Quando un pomeriggio l’amichetto ci chiamò per dirci che Ennio si era fatto molto male ad allenamento, mentre mi avvicinavo al campo ero già in linea con la guardia medica in attesa del mio turno e mi risposero proprio mentre mi avvicinavo a lui per vedere come stava, così potei chiedere lumi in diretta. “Ha molto male, non vuole essere toccato, che faccio, lo porto da voi che siete più vicini, arrivo esattamente entro 10 minuti e mi tenete il posto per non farlo aspettare o lo porto al pronto soccorso. Secondo me facciamo prima che a chiamare l’ ambulanza?” “Pronto soccorso così gli possono fare subito i raggi, li allertiamo noi che state arrivando”.

Aneddoto 4 A Ennio a pochi giorni dalla nascita vennero delle macchiette strane in bocca ed era caldo, mia suocera mi disse di chiamare subito il medico, e non era la nostra ma un collega, anche se eravamo a mezzo minuto dall’orario di chiusura e mentre ci parlavo mi accorsi che era diventato tutto bianco e molle. “Me lo porti ora” (io appena partorito, senza macchina, intontita, ci misi un attimo a fare mente locale che anche se erano già chiusi era dal medico che dovevo andare, meno male che c’era mia mamma). In ambulatorio sempre bianco e molle, il medico chiamò il pronto soccorso, chiede del pediatra di turno, gli disse che gli avrebbe mandato il bambino XY e che gli stava spedendo il dossier per e-mail. Poi dal pediatra come lo toccò lo stetoscopio Ennio si indignò, cominciò a piangere e urlare come un pazzo, tutto rosso in faccia, per cui constatato che pallore e mollaggine erano scomparsi, che tutto il resto andava bene, venimmo rimandati a casa con la doppia raccomandazione: “Con i neonati non bastano cento occhi, per qualsiasi dubbio o timore chiamate”. Dieci giorni dopo il nostro settimanale aveva un articolo sul pronto soccorso dell’OLGV che iniziava: “Venerdì pomeriggio, ore 16.45, la reception del pronto soccorso è in fiamme: un turista ubriaco è caduto nel canale e gli amici lo hanno accompagnato, un senzatetto urla in maniera incoerente, una ragazza si tiene il braccio sanguinante e un medico di famiglia telefona che sta mandando un neonato semi-svenuto”. “Siamo noi”, abbiamo urlato, e abbiamo conservato il numero della rivista. (E comunque, inter nos, da allora il dottor M. che lo ha visitato rimane il mio ideale erotico di uomo, poi uno dice gli ormoni della gravidanza, Che bello quando il nostro medico non c’è e ci mandano da lui).

Morale degli aneddoti: chiamate sempre nel dubbio il vostro medico o la guardia medica, se dovete andare al pronto soccorso e loro li allertano telefonicamente che sta arrivando un caso urgente, vi aspettano e non dovete fare la fila per annunciarvi (e già che ci siete, ditemi in quali pronto soccorso italiani vi fanno questo). Se non vi capite spiegate che venite da un contesto diverso. Siate sempre ragionevoli, che agli olandesi piace, rispettosi, sembra superfluo ma se sento come si comporta certa gente che vedo in giro tocca sempre vergognarsi di essere italiani, e nel dubbio, andate a farvi le visite in Italia.

Salute a tutti, comunque, eh.

6 thoughts on “La sanità nei Paesi Bassi, come affrontarla

  1. Bellissimo, in 4 anni di residenza e svariati di vacanze e permanenze varie in Olanda non ho mai avuto bisogno del medico o dell’ospedale, per fortuna. E la scoperta di paracetamolo e ibuprofen generici e economicissimi é stata cosa buona e giusta.

    In Svizzera mi trovai bene andando da un gruppone di medici di famiglia (amo gli ambolatori multipli) con tanto di gine e oculista in proprio (per darmi la pillola dovetti aspettare comunque 2 mesi, e in Svizzera é tutto a pagamentissimo), ed era l’unica ragione per cui mi decisi a andare dal medico. Assicurazione, cara arrabbiata, obbligatoria. Al pronto soccorso ci sono andata una volta con una mano scrociata da caduta, e ho aspettato un secolo, dalle 2 del pomeriggio alle 11 di sera, per farmi la radiografia al polso, che il dubbio era scafoide rotto sí o no….per fortuna no. Ma essendo un codice credo verde me lo aspettavo.
    Il paracetamolo e compagnia si compravano solo in farmacia e costavano una cifra assurda, come in Italia, ergo mi compravo le confezioni formato famiglia in Olanda. L’ambulanza te la fanno pagare (via assicurazione) comunque, mi dicono….ma non ho esperienza diretta.

    In UK, santa NHS, i 10 minuti massimi di visita ci sono pure qua, (di solito in 5 scappo di giá). Sono iscritta di nuovo a un ambulatorio multiplo, e si puó sciegliere l’appuntamento online, con chi vuoi, se é disponibile quando hai tempo (questo peró dipende dall’ambulatorio, siamo cascati bene). Il vantaggio é che é l’ambulatorio dell’uni e ci sono pochissimi bimbi appiccicosi e vecchiette rompens in sala d’aspetto, ma solo studenti con l’aria di aver bevuto qualche pinta di birra di troppo ;-).
    In caso di urgenze, tipo arrivi la mattina con la magagna del giorno, chiedi e ti danno un appuntamento in giornata, ma di solito ti visita una infermiera specializzata che poi, se c’é bisogno, ti dirotta sul medico. Cosa che sconvolge regolarmente quasi tutti i miei colleghi stranieri. A me basta che mi aggiustino (fino adesso una infezione urinaria, una congiuntivite e una sinusite schifidissima, tanto che mi hanno messo sotto antibiotici senza che li chiedessi), le infermiere sono gentilissime e molto esperte.
    Paracetamolo e generici vari costano pochissimo se scegli le marche proprie, il prezzo sale in ascensore appena sono “firmate” . Ma la scatolina da 16 paracetamoli costa 0.50 centesimi, o giú di li, e la trovi ovunque.
    L’ambulanza é gratis e usata da troppa gente come fosse un taxi un po’ piú colorato…o almeno cosí dicono le cronache.

  2. Contribuisco? contribuisco!
    allora io adoro il sistema olandese, mi sembra giusto, spartano, un uso attento delle medicine, senza fronzoli ed efficiente, ma ci sono pur cose che continuano a risultarmi quantomeno strane, o come dire, “diverse”, le elenco:
    – non ti danno un risultato di un esame per iscritto a pagarlo, lo standard è “se non ci sente vuol dire che è tutto a posto”…. e se li senti fanno le cose per telefono con una certa leggerezza, cioè privacy questo sconosciuto, ti chiama pinco pallo e il 90% delle volte non capisci il nome, e ti dice chiamo dall’ospedale i valori sono un po’ bassi, vai in farmacia a prenderti la medicina eprendila tot volte al giorno per tot giorni e poi ricontrolliamo. Poi caso inverso chiami tu e ti risponde pinco pallo ma potrei essere io pinco pallo e loro dicono tranquillamente i fatti miei alla persona che dice di essere me… ecco insomma, questo è un aspetto che io consdiero di troppa leggerezza, poi saremo paranoici noi, in fondo a chi possono interessare i risultati dell emie analisi, ma ancor anon mi ci abituo! roba che in Italia ti chiedono per iscritto deleghe con copia firmata di carta d’identita ecc. e per telefono puoi morire, ma non se ne parla proprio!

    – prelievo del sangue: non disinfettano la zona e dopo ti mettono un pezzettino di carta, probabilmente fazzolettino, niente cotone imbevuto di alcool;

    – orari: ecco premetto che io sono stata molto fortunata, adoro il mio medico, attento scrupoloso e disponibile, e mi è successo come a te, anche dopo essermi trasferita me lo sono tenuto, con tanto di assistente che parla italiano che a volte torna proprio utile, ma gli orari, come gli orari dei negozi e di tutto il resto in Olanda, sono ostili, sprekuur dalle 9.30 alle 10.00, inloop dalle 8 alle 9 e cosi via, roba che se per qualche motivo un giorno mi dimentico devo chiamare il giorno dopo e questo non è comodo;

    Per il resto posso solo parlarne bene, 3 figli con 3 parti diversi, sempre trattamento di alto livello. Non mi sono fatta mancare niente, in soli 5 anni ho avuto esperienza di pronto soccorso (fila quasi inesistente, considerazione per il problema, cura e professionalità); ricoveri; visite specialistiche perché il medico di base lo ha ritenuto necessario, quindi confermo e sottoscrivo che loro fanno da filtro in questo senso, quindi se non ne siete convinti cambiatelo perchè cambia tutto il vostro rapporto col sistema ed ho sempre trovato un livello di professionalità altissimo salvo poi le dimissioni e la comunicazione dell’ultimo esame del sangue per telefono, appunto;

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